ANNO 16 n° 257
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Viterbo capitale del calcio paralimpico: successo per la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese
Due giorni di sport, inclusione, amicizia e solidarietà hanno portato a Viterbo circa 200 atleti. In campo anche le formazioni special dei grandi club italiani. A vincere sono Frosinone e Juventus ma il vero protagonista è stato lo spirito di squadra

VITERBO – Due giornate di sport, emozioni, amicizia e inclusione hanno trasformato Viterbo nella capitale del calcio paralimpico. Si è conclusa domenica 13 settembre la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese, manifestazione che ha riunito in città circa 200 atleti, insieme a tecnici, accompagnatori e familiari, organizzata dall’Associazione Zucchero Filato APS, presieduta da Fabio Barzellotti, con il sostegno di Angelo Moracci, delegato provinciale LND.

Un appuntamento che ha avuto nel calcio il proprio punto di partenza, ma che è andato ben oltre la competizione sportiva. Il torneo è stato infatti costruito attorno ai valori dell’inclusione, dell'amicizia, della solidarietà, del divertimento e del rispetto, trasformando la due giorni in una vera esperienza di condivisione e di promozione del territorio.

A scendere in campo sono state le formazioni special di alcune delle più importanti società calcistiche italiane: Juventus, Milan, Hellas Verona, Udinese, Parma, Bologna, Lazio, Napoli, Lecce e Frosinone, insieme ai ragazzi viterbesi dell’ASD Lo Zucchero Filato e alle altre formazioni partecipanti.

Alcune partite si sono disputate allo Stadio del Centro Sportivo Universitario di via Camillo De Lellis, mentre le finali e le premiazioni al campo Don Armando Marini di Villanova gestito da Don Emanuele, con le squadre suddivise nei gironi Blu, riservato al secondo livello, e Yellow, dedicato al terzo livello.

Frosinone e Juventus sul podio

La giornata conclusiva di domenica è stata dedicata alle finali e alle premiazioni. A conquistare il successo nel Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese è stato il Frosinone, che ha chiuso al primo posto, mentre la Juventus ha conquistato la seconda posizione.

Ma la classifica non è stata l'unico criterio utilizzato per celebrare i protagonisti della manifestazione. La filosofia scelta dagli organizzatori è stata quella di considerare ogni atleta e ogni squadra vincente per ciò che è riuscita a trasmettere dentro e fuori dal campo.

Sono stati quindi istituiti diversi riconoscimenti legati ai valori che hanno caratterizzato il torneo.

Il Joy of Football Award, dedicato alla gioia e al divertimento nel giocare, è stato assegnato a Lizzana Udine per il terzo livello e a Don Pino Puglisi per il secondo livello.

Il Friendship Award, dedicato all'amicizia, è andato al Napoli per il terzo livello e al Milan per il secondo.

Il Beyond All Limits Award, destinato alle formazioni capaci di andare oltre ogni limite, è stato conquistato dal Lecce e dal Verona, entrambe quarte classificate.

L'Inspiration Award ha premiato la capacità di essere un esempio per gli altri partecipanti: i riconoscimenti sono andati alla Lazio White per il secondo livello e al Parma per il terzo.

Infine, il Fair Play Award, dedicato alla correttezza e al rispetto delle regole, è stato assegnato allo Zucchero Filato APS e al Bologna.

Missori e Alei migliori giocatori

Sono stati premiati anche i migliori interpreti individuali del torneo.

Il riconoscimento di miglior giocatore del terzo livello è stato assegnato a Francesco Missori del Frosinone, mentre quello del secondo livello è andato a Edoardo Alei della Lazio White.

Premiati anche i migliori portieri: per il secondo livello il riconoscimento è stato conquistato da Francesco Zaniboni del Bologna, mentre per il terzo livello è stato premiato Francesco Piobello del Napoli.

Un riconoscimento è stato inoltre dedicato alla terna arbitrale e agli arbitri che hanno garantito il regolare svolgimento delle gare. A premiare gli arbitri è stato l'ex arbitro Umberto Fusco, insieme a Ennio Mariani, presidente provinciale dell'AIA, per l'attività svolta durante l'intero torneo.

“Una Rosa in Campo”, premiati i valori dell'inclusione

Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stata la seconda edizione di “Una Rosa in Campo”, il riconoscimento ideato per premiare personalità che hanno saputo promuovere attraverso lo sport i valori dell'aggregazione, della solidarietà e dell'inclusione.

Tutta la cerimonia si è svolta al campo Don Armando Marini di Villanova e ha visto protagonisti Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti; Maurizio Borgo, Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; Claudio Galieti, segretario del Comitato Regionale Lazio della LND, Cristina Mezzaroma, dirigente della S.S. Lazio; il giornalista Rai Massimiliano Mascolo e Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit.

Dal campo alla scoperta di Viterbo

Il torneo ha coinvolto anche la città. Atleti, staff e familiari non sono rimasti confinati agli impianti sportivi, ma hanno avuto la possibilità di conoscere alcune delle bellezze del capoluogo della Tuscia.

Nel programma sono state inserite una visita al quartiere medievale di Viterbo, una cena in piazza nel centro cittadino e un momento particolarmente suggestivo dedicato alla Macchina di Santa Rosa.

Dopo le gare del sabato, la comitiva ha attraversato le vie del centro storico con i colori delle diverse società sportive, raggiungendo il sagrato della chiesa di Santa Rosa. Qui, grazie alla collaborazione del costruttore Vincenzo Fiorillo e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, i partecipanti hanno potuto assistere all'accensione straordinaria della Macchina Dies Natalis e conoscere più da vicino la storia della tradizione del Trasporto.

Un momento che ha unito sport e identità cittadina, permettendo agli ospiti arrivati da tutta Italia di conoscere una delle eccellenze più rappresentative di Viterbo.

L'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo

La rilevanza dell'iniziativa è stata sottolineata anche dall'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.

Numerose sono state le istituzioni, associazioni e realtà che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione: Regione Lazio, Fondazione Carivit, Comune di Viterbo, FIGC, Dipartimento Calcio Paralimpico, Lega Nazionale Dilettanti, Comitato Italiano Paralimpico, Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, AIA Viterbo, Avis, Croce Rossa Italiana, Ance Viterbo e Confartigianato, oltre a numerose aziende e associazioni del territorio.

Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo che hanno contribuito alle premiazioni finali, tra cui la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il capogruppo di maggioranza alla Regione Lazio Daniele Sabatini, don Emanuele Germani, il presidente CIP Lazio Giuseppe Andreanna, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, il responsabile Avis comunale e provinciale Sandro Politini, il presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba, Vincenzo Chiavetta, responsabile dell'area psicologi della S.S. Lazio, e il segretario generale della Lega Nazionale Dilettanti Massimo Ciaccolini.

“Tutti vincenti se si dà il meglio di sé”

Il risultato più importante del torneo, però, non è stato soltanto quello maturato sui campi.

A sintetizzare lo spirito della manifestazione è stato il messaggio lanciato dagli organizzatori: “Sarete sempre vincenti e d'ispirazione per tutti se darete sempre il meglio di voi stessi in campo, vi divertirete giocando, se i vostri avversari lo saranno solo in campo e soprattutto se rispetterete tutte le regole del gioco”.

Parole che racchiudono il senso di una manifestazione nella quale il risultato sportivo è stato soltanto una parte dell'esperienza.

Il Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese ha infatti dimostrato come il calcio possa diventare uno strumento concreto di inclusione, capace di mettere insieme società, istituzioni, famiglie, volontari e atleti e di trasformare una competizione in un'occasione di incontro.

A Viterbo, per due giorni, hanno vinto soprattutto lo sport, l'amicizia, la solidarietà e la possibilità di stare insieme senza barriere.

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