ANNO 16 n° 137
Viterbo, proposta di cohousing per anziani: Ciambella punta al recupero degli immobili pubblici
La capogruppo di “Per il Bene Comune” presenta un’interrogazione comunale: “Serve un nuovo modello abitativo contro solitudine e fragilità sociale”

VITERBO – Avviare anche a Viterbo un progetto di cohousing per anziani attraverso il recupero e la valorizzazione di immobili pubblici. È la proposta avanzata da Luisa Ciambella, capogruppo di “Per il Bene Comune”, con l’obiettivo di offrire una risposta concreta alle nuove esigenze sociali legate all’invecchiamento della popolazione.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che sempre più anziani vivono situazioni di solitudine o fragilità sociale, rendendo necessario affiancare ai tradizionali modelli di assistenza nuove forme abitative capaci di garantire autonomia, inclusione e qualità della vita.

Il cohousing, già diffuso in diversi Paesi europei e in crescita anche in Italia, prevede abitazioni private integrate da spazi e servizi condivisi, favorendo socializzazione, mutuo aiuto e collaborazione tra i residenti.

“In tanti Comuni italiani si stanno sperimentando con successo forme innovative di abitare condiviso per la terza età – dichiara Luisa Ciambella – capaci di contrastare la solitudine e migliorare concretamente la qualità della vita degli anziani. Credo che anche Viterbo debba iniziare a ragionare seriamente su questa opportunità, soprattutto considerando la presenza di immobili pubblici che potrebbero essere recuperati e restituiti alla collettività con una funzione sociale importante”.

La capogruppo sottolinea inoltre come molte amministrazioni abbiano già scelto di utilizzare le risorse del PNRR per finanziare progetti di abitare condiviso rivolti agli anziani, riconoscendo queste esperienze come strumenti innovativi di welfare territoriale e inclusione sociale.

“È una strada che anche Viterbo avrebbe dovuto valutare e che può ancora rappresentare un’occasione importante per investire su modelli abitativi più moderni, sostenibili e vicini ai bisogni delle persone”, aggiunge Ciambella.

Secondo la proposta, il cohousing non rappresenta soltanto una condivisione di spazi, ma un vero modello di comunità solidale, capace di favorire relazioni umane, autonomia e partecipazione attiva.

“Permette agli anziani di vivere in un contesto indipendente ma non isolato, con benefici sia sociali che economici – conclude la consigliera – e rappresenta una risposta moderna e sostenibile ai cambiamenti demografici che stanno interessando anche il nostro territorio”.

La proposta è stata formalizzata attraverso un’interrogazione comunale e punta ora ad aprire un confronto con associazioni, centri sociali per anziani e realtà del terzo settore, per raccogliere idee, esigenze e manifestazioni di interesse finalizzate alla possibile realizzazione di un progetto pilota di cohousing nel Comune di Viterbo.




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