ANNO 16 n° 272
Viterbo, la sosta selvaggia dei camper nei week end č un problema da risolvere
Mancano le regole e le aree di sosta, la cittā non č pronta ad ospitarli

VITERBO – La città deve apprendere la propria vocazione turistica. In tanti modi l'amministrazione sta cercando di cucire questa nuova veste sulla Città dei Papi. Non che negli scorsi anni Viterbo non fosse visitata, ma l'amministrazione Frontini ha messo il turismo in cima alla lista delle politiche da perseguire. In generale qualche risultato lo si inizia a vedere, soprattutto negli ultimi due week end.

La vocazione turistica, in fin dei conti, per una città ricca di contenuto, spesso inespresso, vedi le terme, è una strada percorribile. Ma se si vuole vivere anche di turismo, bisogna ragionare nella giusta ottica e prendere decisioni volte a favorire e regolare il flusso di visitatori.

I problemi sono diversi, ma in particolare le festività pasquali e l'ultimo fine settimana ne hanno evidenziato uno: le soste dei camper. Partendo dal presupposto che i camperisti non sono un problema, anzi una risorsa, Viterbo ad oggi non si rivela una città pronta ad ospitarli.

Immaginate le città d'arte che spesso l'amministrazione ha preso ad esempio per il turismo. A Siena è impensabile vedere un camper in sosta nelle vie del centro storico, idem per Orvieto o Todi. Invece a Viterbo negli ultimi due week end non era difficile trovarli parcheggiati nelle vie pulsanti del centro cittadino.

Mancano delle regole, il camperista fondamentalmente può fare come vuole. Ed è anche giustificato dall'assenza di un'area sosta attrezzata. In realtà a Viterbo esiste, ma è lasciata all'incuria e di fatto trasformata in un normale parcheggio. Un servizio necessario e strategico che, affiancato ad un sistema di navette, permetterebbe a tutti i visitatori di lasciare il mezzo in un luogo custodito e raggiungere le mete cittadine.

Quindi, oltre alla sistemazione dell'area di sosta per i camper, sarebbe necessario anche uno sforzo da parte di Francigena nei giorni festivi. La partecipata deve divenire lo strumento per evitare una città preda delle soste selvagge. Il tutto porterebbe nuovi incassi per l'azienda che ne ha un estremo bisogno.

Il parcheggio che è divenuto a tutti gli effetti un'area di sosta dei camper è Valle Faul. Qui bisognerebbe porsi una domanda. L'area è un parco o un parcheggio? Sappiamo che l'idea dell'amministrazione è quello di realizzare nuovi posti auto esterni alle mura per poter lasciare la valle sgombra dai veicoli, ma nel frattempo non si potrebbe promuovere un regolamento per i tipi di mezzo che possono sostare nell'area? Lo scorcio da Palazzo dei Papi non è stato il massimo e visto che il decoro cittadino è spesso protagonista nella dialettica dell'amministrazione, la regolamentazione di Valle Faul dovrebbe essere presa in considerazione.

VITERBO – La città deve apprendere la propria vocazione turistica. In tanti modi l'amministrazione sta cercando di cucire questa nuova veste sulla Città dei Papi. Non che negli scorsi anni Viterbo non fosse visitata, ma l'amministrazione Frontini ha messo il turismo in cima alla lista delle politiche da perseguire. In generale qualche risultato lo si inizia a vedere, soprattutto negli ultimi due week end.

 

La vocazione turistica, in fin dei conti, per una città ricca di contenuto, spesso inespresso, vedi le terme, è una strada percorribile. Ma se si vuole vivere anche di turismo, bisogna ragionare nella giusta ottica e prendere decisioni volte a favorire e regolare il flusso di visitatori.

 

I problemi sono diversi, ma in particolare le festività pasquali e l'ultimo fine settimana ne hanno evidenziato uno: le soste dei camper. Partendo dal presupposto che i camperisti non sono un problema, anzi una risorsa, Viterbo ad oggi non si rivela una città pronta ad ospitarli.

 

Immaginate le città d'arte che spesso l'amministrazione ha preso ad esempio per il turismo. A Siena è impensabile vedere un camper in sosta nelle vie del centro storico, idem per Orvieto o Todi. Invece a Viterbo negli ultimi due week end non era difficile trovarli parcheggiati nelle vie pulsanti del centro cittadino.

 

Mancano delle regole, il camperista fondamentalmente può fare come vuole. Ed è anche giustificato dall'assenza di un'area sosta attrezzata. In realtà a Viterbo esiste, ma è lasciata all'incuria e di fatto trasformata in un normale parcheggio. Un servizio necessario e strategico che, affiancato ad un sistema di navette, permetterebbe a tutti i visitatori di lasciare il mezzo in un luogo custodito e raggiungere le mete cittadine.

 

Quindi oltre alla sistemazione dell'area di sosta per i camper sarebbe necessario anche uno sforzo da parte di Francigena nei giorni festivi. La partecipata deve divenire lo strumento per evitare una città preda delle soste selvagge. Il tutto porterebbe nuovi incassi per un'azienda che ne ha un estremo bisogno.

 

Il parcheggio che è divenuto a tutti gli effetti un'area di sosta dei camper è Valle Faul. Qui bisognerebbe porsi una domanda. L'area è un parco o un parcheggio? Sappiamo che l'idea dell'amministrazione è quello di realizzare nuovi posti auto esterni alle mura per poter lasciare la valle sgombra dai veicoli, ma nel frattempo non si potrebbe promuovere un regolamento per i tipi di mezzo che possono sostare nell'area? Lo scorcio da Palazzo dei Papi non è stato il massimo e visto che il decoro cittadino è spesso protagonista nella dialettica dell'amministrazione, la regolamentazione di Valle Faul dovrebbe essere presa in considerazione.




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