ANNO 16 n° 275
Viterbo, il grido d'allarme delle edicole: servono nuovi servizi da erogare
Tante edicole chiuse e diverse in procinto di esserlo. Si lavora sul trasformarle in centri informativi per turisti

VITERBO – Permettere alle edicole di erogare nuovi servizi. Questo l'intento che sta spingendo Palazzo dei Priori a trasformarle in punti informativi per i turisti. Rimarrebbero chioschi adibiti alla vendita di giornali e riviste, ma con l'aggiunta di funzioni utili ai visitatori.

Progetto che nasce soprattutto per permettere alle attività nuove fonti di guadagno. In Italia, negli ultimi quattro anni, quasi 2.700 edicole hanno chiuso, una testimonianza diretta della crisi dell’editoria e dei cambiamenti nelle abitudini di lettura della popolazione. Dal 2019 al 2023, il numero è diminuito di oltre il 16%, con una perdita netta di 2.667 unità. A fine settembre 2023, il Paese contava circa 13.500 edicole, rispetto alle oltre 16.00 registrate nel settembre 2019.

Anche a Viterbo il numero è costantemente diminuito negli ultimi anni. Proprio per questo, si è interessata del tema il capogruppo FdI, Laura Allegrini, che ha posto attenzione sulla problematica, nell'ultima seduta consiliare.

Pronto a dialogare con il Comune anche il SI.NA.GI. (sindacato nazionale giornalai) attraverso il segretario provinciale e vice segretario nazionale, Nicola Becattini. L'abbiamo raggiunto per capire meglio come stia evolvendo la situazione e a che punto sia il progetto.

Le edicole sono un settore in crisi anche a Viterbo, quali potrebbero essere le soluzioni per fornire aiuto ai giornalai?

'Abbiamo avuto un incontro con l'assessore Franco prima di Natale ed abbiamo chiesto una riduzione del canone per l'utilizzo del suolo pubblico. Abbiamo proposto anche una nuova destinazione d'uso, quella di centro informativo per i turisti, con l'intento di aumentare i servizi erogabili. All'assessore l'idea interessava, ma da quell'incontro in poi, non ci sono pervenute notizie. Non possiamo muoverci se non veniamo di nuovo interpellati.'

Oltre a centro informativo per i turisti, si potrebbe prendere esempio dalle scelte fatte in altri comuni?

'Assolutamente. A Viterbo, nel 2020, eravamo stati tra i primi a proporre le edicole come erogatori di servizi pubblici, come per esempio il rilascio di certificati anagrafici e di residenza. In altre realtà, come Roma, i giornalai già forniscono questo tipo di servizi. Poi un problema con il Ministero degli Interni bloccò l'iniziativa. A Tivoli, per aiutare gli edicolanti, viene permesso l'utilizzo del 50% dello spazio per la vendita ed esposizione di altre tipologie di merci.'

Quali sono gli effetti della crisi dell'editoria sulle edicole viterbesi?

'A Viterbo tante edicole sono chiuse, con le conseguenti difficoltà nello smaltire e spostare i chioschi inutilizzati. Tante di quelle aperte sono in crisi, al punto che potrebbero chiudere nei prossimi mesi. Se non si fa qualcosa è un settore che potrebbe scomparire dalla città.'

VITERBO – Permettere alle edicole di erogare nuovi servizi. Questo l'intento che sta spingendo Palazzo dei Priori a trasformarle in punti informativi per i turisti. Rimarrebbero chioschi adibiti alla vendita di giornali e riviste, ma con l'aggiunta di funzioni utili ai visitatori.

 

Progetto che nasce soprattutto per permettere alle attività nuove fonti di guadagno. In Italia, negli ultimi quattro anni, quasi 2.700 edicole hanno chiuso, una testimonianza diretta della crisi dell’editoria e dei cambiamenti nelle abitudini di lettura della popolazione. Dal 2019 al 2023, il numero è diminuito di oltre il 16%, con una perdita netta di 2.667 unità. A fine settembre 2023, il Paese contava circa 13.500 edicole, rispetto alle oltre 16.00 registrate nel settembre 2019.

 

Anche a Viterbo il numero è costantemente diminuito negli ultimi anni. Proprio per questo, si è interessata del tema il capogruppo FdI, Laura Allegrini, che ha posto attenzione sul tema nell'ultima seduta consiliare.

 

Pronto a dialogare con il Comune anche il SI.NA.GI. (sindacato nazionale giornalai) attraverso il segretario provinciale e vice segretario nazionale, Nicola Becattini. L'abbiamo raggiunto per capire meglio come stia evolvendo la situazione e a che punto sia il progetto.

 

Anche le edicole viterbesi stanno subendo gli effetti della crisi dell'editoria, quali potrebbero essere le soluzioni per fornire aiuto ai giornalai?

 

Abbiamo avuto un incontro con l'assessore Franco prima di Natale ed abbiamo chiesto una riduzione del canone per l'utilizzo del suolo pubblico. Abbiamo proposto anche una nuova destinazione d'uso, quella di centro informativo per i turisti, con l'intento di aumentare i servizi erogabili. All'assessore l'idea interessava, ma da quell'incontro in poi, non ci sono pervenute notizie. Non possiamo muoverci se non veniamo di nuovo interpellati.

 

Oltre a centro informativo per i turisti, si potrebbe prendere esempio dalle scelte fatte in altri comuni?

 

Assolutamente. A Viterbo, nel 2020, eravamo stati tra i primi a proporre le edicole come erogatori di servizi pubblici, come per esempio il rilascio di certificati anagrafici e di residenza. In altre realtà, come Roma, i giornalai già forniscono questo tipo di servizi. Poi un problema con il Ministero degli Interni bloccò l'iniziativa. A Tivoli, per aiutare gli edicolanti, viene permesso l'utilizzo del 50% dello spazio per la vendita ed esposizione di altre tipologie di merci.

 

A Viterbo la crisi per gli edicolanti si fa sentire?

 

A Viterbo tante edicole sono chiuse, con le conseguenti difficoltà nello smaltire e spostare i chioschi inutilizzati. Tante di quelle aperte sono in crisi, al punto che potrebbero chiudere nei prossimi mesi. Se non si fa qualcosa è un settore che potrebbe scomparire dalla città.




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