ANNO 16 n° 272
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Viterbo, festa della Repubblica 2024: Piazza San Lorenzo gremita
Presenti la sindaca Frontini, l'Onorevole Rotelli e il Presidente Romoli. Prima uscita ufficiale del questore Silipo

VITERBO - In un coro di 300 partecipanti, ospitato da una Viterbo unita nel perpetuare la storia, anche il 2 giugno 2024 ha fatto il suo corso, lanciando fruttuosi messaggi: nel 78° anniversario del referendum del 1946, quello che ha condotto l’Italia alla conquista della Repubblica, nulla è stato improvvisato.

Sono arrivati in Piazza San Lorenzo la sindaca Chiara Frontini, che ha ribadito l’importanza dei “momenti di cui dobbiamo fare tesoro”, il Presidente dalla Commissione Ambiente del Parlamento Mauro Rotelli, il Presidente della Provincia Alessandro Romoli, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il prefetto Gennaro Capo, il procuratore Paolo Auriemma e il questore Luigi Silipo alla sua prima uscita ufficiale. Per arricchire l’evento in una prospettiva di inclusività e animatezza ha presenziato anche Egisto Bianconi, commissario straordinario dell’Asl, insieme al Comitato della Croce Rossa Italiana del capoluogo. Nella grande affluenza alla mattinata, dedicata alla memoria storica del Paese, si sono distinte per importanza le Forze dell’ordine e diverse associazioni combattentistiche.

L’iniziativa, che ha ripercorso le radici delle nostre istituzioni politiche, ha avuto luogo dalle 9,30 e si è protratta per un paio di ore. “Il 2 giugno 1946 partecipare era l’imperativo. Nella scrittura della nostra Costituzione – ha affermato la prima cittadina – la dimensione del singolo come tale e come membro di una comunità è inscritta nei princìpi fondamentali. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità”: un rimando chiaro a un antico senso comunitario che non deve disgiungere i cittadini dal collettivo, ma che è in grado di preservarne caratteristiche ed esigenze.

Romoli ha posto un interrogativo aperto, ben distante dall’essere retorico: “Noi oggi dobbiamo doverosamente chiederci cosa possiamo costruire, nel solco tracciato in quel 2 giugno 1946”. La soluzione arriva con “Dobbiamo difendere la Costituzione e le istituzioni repubblicane, rafforzarle, se possibile” e attraverso la costanza nella promozione della pace, “perché l’Italia ripudia e ripudierà sempre la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Un inno alla coesione, al benessere condiviso, al futuro e alla vita contemporanea della democrazia, che è la nostra bandiera.

Alcune figure meritevoli sono state inoltre insignite di onorificenze dal Comune. Tra di essi il Maggiore dell’Arma dei Carabinieri Federico Alfonso Lombardi, in carica a Viterbo dal 2016 al 2021, il Brigadiere Capo della Guardia di Finanza Franco Ballore, il Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Politini, il Cavaliere al Merito Anna Rita Dionisi e il Presidente della Croce Rossa di Viterbo Cristina Bugiotti.

Un giuramento di fedeltà ai valori dell’Italia di un tempo, quella rinata dalle macerie del Secondo conflitto mondiale, ha reso l’iniziativa in difesa della Patria viva, forte di un entusiasmo palpabile che il capoluogo di provincia sa attirare su di sé. Incoraggiare i successi dei figli per non dimenticare gli sforzi dei padri: questo il motivo chiave della manifestazione.

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