ANNO 16 n° 263
Viterbo, emergenza carcere: 'Il Mammagialla č una polveriera'
Fsa-Cnpp-Spp denunzia sovraffollamento e carenza di agenti: proclamato lo stato di agitazione

VITERBO – 'La sicurezza degli agenti non può essere l’ultima ruota del carro: servono organici adeguati e chiarezza sulle nuove organizzazioni del lavoro'. A lanciarne l'allarme è Maurizio Nicastrini, segretario del sindacato Fsa-Cnpp-Spp, commentando il recente trasferimento d'urgenza di 41 detenuti sottoposti al regime di carcere duro (41-bis) dal penitenziario 'Nicandro Izzo' di Viterbo verso la struttura cagliaritana di Uta, in Sardegna.

Un'operazione che, secondo la sigla sindacale, non fa che confermare la pressione insostenibile a cui è sottoposto il sistema penitenziario e, in particolare, la Polizia penitenziaria locale.

I numeri del sovraffollamento al 'Mammagialla'

I dati evidenziati da Nicastrini descrivono una situazione al limite del collasso operativo:

  • Popolazione detenuta: 623 reclusi presenti a fronte di una capienza regolamentare di 440 posti (+183 oltre la soglia).

  • Personale di Polizia Penitenziaria: 272 agenti attualmente in servizio rispetto alle 350 unità previste in pianta organica (-78 operatori).

A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunto il trasferimento d'urgenza in Sardegna di circa venti poliziotti del GOM (Gruppo Operativo Mobile). 'Non si può continuare a chiedere al personale di sopportare carichi di lavoro sempre maggiori senza intervenire strutturalmente sugli organici', ribadisce Nicastrini.

Il paradosso del nuovo padiglione e le criticità nel Lazio

Il sindacato evidenzia un netto paradosso gestionale: da un lato si alleggerisce la presenza di detenuti al carcere duro, dall'altro si annuncia l'apertura di un nuovo padiglione da 90 posti. Una scelta che solleva forte preoccupazione in assenza di garanzie chiare sulla riconversione dei reparti e sul potenziamento delle risorse umane necessarie a sostenere la riorganizzazione.

Secondo Fsa-Cnpp-Spp, l'intero circuito penitenziario del Lazio soffre oggi di una carenza cronica stimata in almeno 60 unità di Polizia penitenziaria, a fronte di un picco storico di sovraffollamento.

Un quadro critico che motiva appieno la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare lo stato di agitazione, chiedendo all'Amministrazione Penitenziaria e al Provveditorato interventi immediati e una pianificazione organica a tutela della sicurezza dei lavoratori.




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