ANNO 16 n° 283
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Viterbo, alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito consegnati i gradi di Maresciallo al 27° corso “Volontà”
Cerimonia alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello. Giovani Ion Bernardi, Alessandro Bombara, Simone Scaccia, Antonino Cichello e Mariano Sanò ai primi cinque posti della graduatoria

VITERBO – Una tappa importante nel percorso professionale e umano dei futuri comandanti di plotone dell’Esercito. Questa mattina, venerdì 9 ottobre, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo ha ospitato la cerimonia di consegna dei gradi di Maresciallo agli allievi del 27° corso “Volontà”, al termine del biennio formativo svolto nell’istituto militare viterbese.

All’evento hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, insieme ai familiari degli allievi, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e ai gonfaloni della città e della provincia di Viterbo. Presente il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, accompagnato dal comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani.

Nel corso della cerimonia, il comandante della Scuola Sottufficiali, generale di Divisione Maurizio Tafuri, ha rivolto un saluto alle autorità e ai familiari, sottolineando il valore del traguardo raggiunto dai frequentatori del corso. Il percorso di formazione ha previsto, oltre alle discipline tecnico-professionali, lo studio universitario in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, insieme all’acquisizione di abilitazioni e brevetti militari.

Gli allievi si sono preparati ad assumere il ruolo di comandanti di plotone attraverso attività che comprendono, tra le altre, l’addestramento operativo, il paracadutismo, il trasporto tattico, l’educazione fisica, il combattimento individuale e la formazione sull’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto.

 

I primi cinque classificati

Uno dei momenti centrali è stato quello della consegna dei gradi ai cinque allievi che si sono distinti nella graduatoria finale. Come riportato nel programma della cerimonia, il primo classificato è Giovani Ion Bernardi, che ha ricevuto il grado dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, insieme alla madre.

Al secondo posto Alessandro Bombara, premiato dal generale Antonello Vespasiani con la partecipazione del nonno. Terzo classificato Simone Scaccia, che ha ricevuto il grado dal comandante della Scuola Sottufficiali, generale Maurizio Tafuri, insieme alla fidanzata.

Quarto posto per Antonino Cichello, premiato dal primo luogotenente Michele Romano, con la presenza del padre. Quinto classificato Mariano Sanò, che ha ricevuto il grado dal luogotenente Giampiero Monti, con la partecipazione della madre.

La consegna dei gradi da parte dei familiari e delle autorità ha rappresentato anche un riconoscimento del sostegno e dei sacrifici condivisi durante il percorso di formazione.

Il passaggio della stecca e il valore della tradizione

La cerimonia ha conservato anche uno dei momenti simbolici della vita della Scuola: il passaggio della stecca tra gli allievi del 27° corso e quelli del 28°. Un gesto legato alla tradizione militare, attraverso il quale vengono trasmessi ai nuovi frequentatori l’esperienza, i valori e lo spirito di appartenenza maturati durante il biennio.

Nel suo intervento, il generale Carmine Masiello ha ringraziato il personale della Scuola per il lavoro svolto nella formazione dei futuri marescialli, rivolgendo un pensiero ai caduti e alle loro famiglie. Un ringraziamento è stato indirizzato anche all’Università degli Studi della Tuscia, partner dell’istituto per il contributo accademico.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito si è poi rivolto direttamente ai neo-marescialli, richiamando il significato del nome del corso, “Volontà”, intesa come capacità di perseverare nelle difficoltà e portare a termine gli obiettivi. Nel suo discorso ha evidenziato come il contesto internazionale e le modalità dei conflitti siano in continua evoluzione, con un ruolo sempre più importante della tecnologia e della dimensione informativa.

Per affrontare le nuove sfide, ha indicato tre riferimenti fondamentali: addestramento, tecnologia e valori. In particolare, ha sottolineato che la preparazione tecnica non può prescindere da disciplina, onore, senso del dovere e amore per la Patria.

Ai giovani comandanti ha rivolto un invito a guidare attraverso l’esempio, la competenza e la coerenza, conquistando la fiducia dei propri uomini e delle proprie donne. «Prima si diventa soldati, poi si diventa comandanti», il principio richiamato nel suo intervento, insieme all’importanza della formazione continua, dell’ascolto e della capacità di assumersi la responsabilità delle decisioni.

La cerimonia si è conclusa nel segno della tradizione e dell’appartenenza all’Esercito, con il passaggio dei gradi a sancire il completamento di una fase decisiva del percorso dei frequentatori del 27° corso “Volontà” e l’inizio di una nuova responsabilità al servizio della Forza Armata e del Paese.




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