ANNO 16 n° 274
Viterbese nella tana del Deruta
Farris vuole puntare si chi offre maggiore affidabilitą: spazio al tridente in attacco

di Domenico Savino

La Viterbese è pronta. Farris ha già in mente l’undici per affrontare il Deruta. La seconda trasferta di campionato pone la Viterbese di fronte al Deruta, avversario ostico che lo scorso anno fermò al Rocchi i gialloblù sul 3-3 dopo essere passato per due volte in vantaggio. Basta questo ricordo per far capire che non sarà gara facile e che la Viterbese deve utilizzare tutti gli antidoti che le sono congeniali per uscire soddisfatta dal terreno di gioco dei biancoblù umbri. Il tecnico lombardo ha studiato a fondo la sua rosa per tutta la settimana. Ha caricato i suoi uomini a dovere: vuole puntare si chi offre maggiore affidabilità, senza tralasciare le soluzioni di scorta, magari da utilizzare partita in corso per movimentare la situazione.

Si parte innanzitutto dal modulo quel 4-3-3 che fino ad ora ha garantito gioco e occasioni a grappoli. Non sempre sfruttate, ma l’importante che vengano create, perché come si sforza di ripetere Massimiliano Farris l’importante è arrivare al tiro, farlo di frequente: i gol diventeranno la conseguenza. A questo appello manca solo Matias Verganduzzo visto che Scardini ha già bucato le difese per due volte e Pero Nullo che ha facoltà di muoversi su tutto il fronte offensivo per creare superiorità numerica e scompiglio nelle difese avversarie. Probabilmente il Deruta sarà molto abbottonato partendo dalla cerniera di cinque centrocampisti che si dedicheranno ad un’attività di rottura del gioco gialloblù per poi poggiarsi su Ventanni che agirà da centro boa. Per la Viterbesi si prospetta una gara molto simile a quella di Caldine o al primo tempo contro la Pianese.

Pollini ha recuperato, si è allenato con i compagni e non è in discussione il suo utilizzo al centro della difesa con Ibojo al suo fianco. Laterali inamovibili a suon di prestazioni: Bellacima e D’Alesio si sono imposti per la doppia capacità che anno di difendere con attenzione di accompagnare leazioni d’attacco. I loro cross possono essere manna per Vegnaduzzo. Ha recuperato anche Travaglione, il cui compito di mediano di costruzione deve essere completato dall’attività di cucitura e ripartenza di gamboni (non è una mezz’ala e si sta prodigando per essere utile in quel ruolo) e Ciogli. Attacco su cui non si discute: dipende dai movimenti che faranno le tre punte capire se la prima linea sarà più piatta o, come è facile immaginare, più versatile, sfruttando la vena ispirata di Pero Nullo, gli scatti felini Scardini, il fisico e il senso del gol del puntero argentino.

DESIGNAZIONI SERIE D

Arezzo – Casacastalda Serani di Monza (Mel e Salmaso)

Bastia – Pierantonio Bruni di Fermo (Cardinali e Cesetti)

Castel Rigone – Trestina Meraviglia di Pistoia (Fagnani e Antonaglia)

Deruta – Viterbese Fabbri di San Giovanni Valdarno (Miccoli e Ulisse)

FiesoleCaldine – Sporting Terni Mansi di Nocera Inferiore (Vona e Martelluzzi)

Flaminia Civita Castellana – Scandicci Marotta di Sapri (Gragiulo e Abategiovanni)

Pianese – Voluntas Spoleto Marchi di Bologna (Capasso e Pappalardo)

Pontevecchio – Lanciotto Campi Bisenzio Pasqua de L’Aquila (Marienza e Solazzi)

Todi – Sansepolcro Paterna di Teramo (Ruggieri e Lipartiti)




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