ANNO 16 n° 274
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Viterbese e Flaminia
per crederci ancora
Farris e Puccica si aggrappano ai loro bomber De Cesare e Vegnaduzzo

di Domenico Savino

VITERBO – E’ già tempo di campionato, anticipo pasquale in serie D. Rush finale sia per la Viterbese che per la Flaminia. Il turno di campionato è fondamentale, se si guarda ai rispettivi obiettivi: la vittoria diventa obbligatoria sia per i gialloblu - che ospitano il Lanciotto -, che per i civitonici impegnati a Deruta (gli umbri sono praticamente salvi). Le due compagini della Tuscia giocheranno con l’orecchio alla radiolina. Infatti sono altrettanto importanti i risultati che proverranno dagli altri campi: c’è Sansepolcro – Casacastalda e Castel Rigone – Arezzo per la vetta; c’è Trestina – Pierantonio per i play out.

La Flaminia fa il tifo per la Viterbese dal momento che il Lanciotto ha i medesimi punti dei rossoblu e qualora la banda di Farris facesse bottino pieno, basterebbe anche un pareggio, per poi dare tutto nelle sfide in casa. Per come è messa la Viterbese, invece, pensare anche ai risultati degli altri campi diventa un surplus di stress. E’ bene che la truppa resti concentrata dal momento che i problemi con cui convive (dallo sfratto per chi vive lontano casa, alla mancanza totale di una società) sono già tanti e difficilmente risolvibili.

Il destino delle due rappresentanti della Tuscia è, quindi, nelle loro mani. O meglio, siccome si parla di calcio, nei loro piedi. Senza squalificati la Flamina, senza D’Alessio la Viterbese. Lillo Puccica, tecnico dei civitonici, è riuscito a ricaricare le pile ad un gruppo che sembrava completamente scarico. Nelle ultime cinque gare sono arrivate quattro vittorie ed un pareggio (nel derby a Viterbo): merito dell’allenatore, ma soprattutto della squadra che si è ricomposta e nel rettangolo verde si fida ciecamente del suo bomber. Un quarantunenne che risponde al nome di Ciro De Cesare.

Tecnica e forza di un’altra categoria, non corre molto ma lo fa con costrutto, va dove lo porta il gioco e trova la porta con una facilità impressionante: da dicembre ad oggi per nove volte ha fatto raccogliere il pallone in fondo al sacco ai portieri avversari. E se il destino di una squadra va cercato tra i gol degli attaccanti un discorso abbastanza simile si può fare sulla Viterbese e sui suoi mentori: in panchina Max Farris, che sta tentando la titanica impresa di tenere unita la squadra, magari sperando nel miracolo; in campo i gol di Mattias Vegnaduzzo (17 centri) per andare a riprendere il terzetto di testa.

Per quanto riguarda le formazioni i due tecnici hanno già in mente l’undici da schierare. Sceglieranno gli uomini che offrono maggiori garanzie, quelle che hanno consentito di arrivare così in forma nel momento clou della stagione. Farris ha in testa il 4-4-2, ma sicuramente non potrà contare su La Porta, uscito con una caviglia dolorante dalla sfida di Scandicci. Pronti a sostituirlo Pero Nullo e Scardini: entrambi hanno le stesse possibilità di scendere in campo, dipende dal tipo di idee che Farris intende portare avanti.

Squadra al completo con D’Ambrosio che sostituirà D’Alessio, il rientro di Ibojo in difesa (a fargli posto Fapperdue?). Anche Puccica ha le idee ben chiare e non derogherà dal 4-3-3: l’unico interrogativo è quello che riguarda Gianmarco Pieri che ha saltato la Pianese e non è in perfette condizioni. In caso di suo schieramento a Deruta giocherà la stesa squadra vista nel derby. Altrimenti spazio a Camerlingo (che è anche under) con la variazione al 4-4-2, Gilardi estreno di sinistra alto, Buono e Luciani in regia, Scortichini a destra. In attacco De Cesare e Sciamanna.




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