ANNO 16 n° 275
Viterbese e Flamina,
rimpianti e speranze
Dopo un avvio di stagione difficile, le due formazioni verso la risalita

 di Domenico Savino

Un anno di calcio, un anno di Viterbese e di Flaminia Civita Castellana. 365 giorni vissuti tutti d’un fiato, un anno solare ancora, purtroppo, trascorso nel mare magnum dei dilettanti. Con tante delusioni e le solite speranze di rivincita che poi non hanno avuto adeguata risposta sul campo. Tra cambi di allenatore e rivoluzioni tecniche è passato anche il 2011; un’altra stagione va in archivio con un colpo di coda negli ultimi due mesi, in cui le formazioni della Tuscia (che nella stagione corrente militano nello stesso girone) dopo una partenza da brivido (a fine ottobre avevano già cambiato allenatore in tempi, modi e per motivazioni differenti) registrano un’impennata d’orgoglio in termini di prestazioni, vittorie e punti in classifica.

All’alba del 2011 Viterbese e Flaminia sono in due gironi diversi: gialloblù nel raggruppamento G (insieme a campane e sarde), civitonici in quello E (con le umbre e le toscane). La prima gara dell’anno arriva il 5 gennaio: inizia contemporaneamente il girone di ritorno e Viterbese e Flaminia escono sconfitte da Zagarolo e da Ponte San Giovanni.

Gialloblù che cambiano subito allenatore: sulla panchina sempre calda del Rocchi si siede Raffaele Sergio al posto di Massimiliano Favo. Viterbese e Flaminia si salvano non senza recriminazioni. In casa gialloblù si decide d ripartire da Sergio e dal consulente di mercato Simone Canovi che allestiscono la squadra in vista del campionato: in tutto ci sono 27 giocatori, tanti e forse troppi. La Flaminia si affida a Bruno Pierangeli come allenatore e alla profonda conoscenza di calcio da parte di Vittorio Giovanale. La due squadre non convincono da subito: Sergio si dimette dopo l’esordio di Deruta e il team paga una preparazione atletica deficitaria. Al suo posto arriva una vecchia conoscenza del calcio della Tuscia: Alessandro Conticchio, una vita da mediano trascorsa tra i campi di A e B. I rossoblù del presidente Ciappici arrancano nei bassifondi della classifica: Pierangeli si dimette dopo la trasferta di Todi. La situazione è critica: Ciappici chiama al capezzale Lillo Puccica, specialista in salvezze impossibili. Il suo esordio a Pontedera coincide con l’ennesima battuta d’arresto. Ma il tecnico di Capranica sta progettando la risalita. Il suo è un lavoro lento e certosino che sta consentendo alla squadra di recuperare orgoglio e fiducia. L’obiettivo è ancora lontano ma ci sono i mezzi per conquistarlo.

Con Conticchio invece il club ha un sussulto d’orgoglio fino alla gara con il Pierantonio, vinta in casa per 3-2: la squadra si infila in un tunnel dal quale sembra non uscire mai. Siamo al 16 ottobre e la Viterbese veleggia nella pancia della classifica.

Nulla faceva immaginare il buio delle domeniche successive: tre sconfitte consecutive fino al 6 novembre. Monta la contestazione dei tifosi, si aggira l’ombra di Piero Camilli dalla parti della Palazzina (in occasione dell’amichevole della Nazionale under 20 uno striscione recitava così: “Piero, questa è casa tua”). Il patron del Grosseto nativo di Grotte di Castro viene indicato dai supporters come il salvatore della patria, ma si defila dichiarando che “se acquisto la Viterbese, prendo un morto di cammina”. Frase sibillina che è indice delle sue reali intenzioni di acquisto (intanto sponsorizza la squadra di basket della Stella Azzurra).

Il presidente della Viterbese Fiaschetti decide di cambiare: otto giocatori finiscono fuori rosa perché “hanno tradito le attese della società”: si tratta di Federici, Corral, Sbaccanti, Scoppetta, Cascella, Di Mauro, Giliberti e il portiere Garofalo. In questa lista figura anche Cristiano, ma il centrocampista dopo un colloquio con i dirigenti viene reintegrato. Restano solo in diciotto a disposizione di Conticchio. Maurizio Manfra è il nuovo direttore sportivo, il mercato impazza e con esso le voci di possibili arrivi. La Viterbese si rialza: pareggia a Todi e infila tre successi consecutivi che portano la formazione a 19 punti. I nuovi sono sette: Vegnaduzzo, Storani, Lispi, Piccolo, Santi, Di Marco e Pucino.

Il risultato del derby ormai è un capitolo chiuso e, per entrambe, è già ora di fare i buoni propositi per il 2012.




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