ANNO 16 n° 272
Viterbese, la guarigione
è lenta
Ruolo per ruolo lo stato della squadra; difesa da rivedere, dubbio Scardini

di Domenico Savino

Il malato è ancora convalescente. La Viterbese prova ad uscire dalla fase acuta della malattia che l’ha colpita a Deruta. La coppa e il conseguente, faticoso, passaggio del turno non hanno dissipato i dubbi che aleggiano sulla testa dei giocatori gialloblù ancora fin troppo frastornati dopo le quattro reti subite in Umbria. Ma bisogna far presto, dimenticare la giornata storta, riprendere il cammino e cercare di trovare la prestazione.

Ciò che interessava a Massimiliano Farris non era tanto vincere contro il Marino, ma dimostrare che le scorie infette erano state eliminate. Ed invece le risposte non sono state positive: il tecnico non ha fatto mistero di dimostrarlo e lo ha anche detto alla squadra. Che nel frattempo ha ripreso ad allenarsi. Il gruppo sembra aver con qualche giorno di ritardo recepito il messaggio e in alcuni si intravede voglia di rivincita. Vale la pena analizzare ruolo per ruolo la condizione generale.

La difesa è il reparto che è andato sul banco degli imputati: scarsa concentrazione, errori di reparto hanno consentito al Deruta di fare ciò che ha voluto e la stessa cosa stava accadendo contro il Marino. Non si tratta di uomini ma di mentalità: in taluni casi manca l’approccio giusto alla gara (si era verificato anche contro lo Sporting). Sono gli uomini che devono lavorare di più.

La mediana è la zona di campo che ha comunque fornito un rendimento discreto. Travaglione deve ancora entrare nel pieno della forma ma delle sue geometrie Farris non può fare a meno. D’Ambrosio ha dimostrarlo che è abile sia nel ruolo di mezz’ala che di esterno basso. E può risultare alternativo a D’Alessio. Gamboni è esterno, l’unico che sulle fasce è in grado di saltare l’uomo. Anche Ciogli garantisce costanza di rendimento e Giacinti render meglio a gara in corso che dall’inizio.

Infine c’è l’attacco. Il dubbio è sulle condizione di Gianluca Scardini, toccato duro contro il Marino. Qualora non dovesse giocare si opterebbe per un cambio di modulo. Veganduzzo ha trovato il gol, anche di discreta fattura e Pero Nullo garantisce la giusta dose di fantasia.




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