ANNO 16 n° 275
Viterbese, il futuro
si decide in tre gare
Tour de force gialloblų; Pollini vice Travaglione, ballottaggio Gamboni-Scardini

di Domenico Savino

VITERBO – Con la trasferta di Campi Bisenzio ha inizio il trittico terribile per la Viterbese. Tre gare in sette giorni: 270 minuti che raffigurano il primo il primo gran premio della montagna della stagione. Lanciotto, recupero con lo Scandicci e Casacastalda in casa. Arriva la prima chiane di poter avvicinare la capolista Sansepolcro che questo pomeriggio è impegnata in Umbria per quello che viene ritenuto il big match di giornata. La Viterbese ha l’obbligo di provarci: perché ha comunque una gara in meno, perché viene da tre vittorie consecutive fuori casa e infine perché se vuole coltivare sogni di gloria è necessario saldare i mattoni pesanti, i pilastri su cu basare le proprie fortune.

Il momento è delicato: la squadra arriva a questo appuntamento carica,ma con qualche ammaccatura che riguarda gli squalificati. Travaglione in primis. Un regolamento bizzarro impedisce al regista gialloblù di non essere presente in Toscana poiché da diffidato è stato ammonito nella gara sospesa con lo Scandicci. In questi casi viene annullato il risultato del campo (1-0 maturato fino ad allora dalla Viterbese) ma non i provvedimenti disciplinari. E così, senza il faro della mediana, si affronta questa trasferta. Delicata perché il Lanciotto è squadra che ha avuto una partenza forte rivelandosi nel primo scorcio la sorpresa del campionato. Poi c’è stato un leggero rallentamento ed ora è un punto sotto la Viterbese.

Farris ha avuto relazioni discrete sul Lanciotto che parlano di squadra giovane e allo stesso tempo tecnica a cui piace giocarsela. Se così dovesse essere potrebbe annunciarsi una gara alla portata dei gialloblù che si trovano meglio con le formazioni a cui piace giocare a viso aperto.

Tutto questo resta comunque sulla carta. Perché poi in campo alcuni valori possono cambiare e Farris questo lo sa bene. Innanzitutto deve pensare in casa sua a trovare il sostituto di Travaglione e la scelta sembra essere caduta su Marco Pollini che già in passato ha ricoperto quel ruolo e ''garantisce una maggiore copertura e più senso della difesa, anche se non ha i novanta minuti nelle gambe per via delle noie muscolari che lo hanno fermato'' ha sottolineato il tecnico milanese. L’altra scelta potrebbe essere Luca Giacinti che, invece, per Farris ''è un costruttore di gioco''. Si va affievolendo l’ipotesi Nikolla che può essere utilizzato a gara in corso ed è un interno da centrocampo a tre che un play basso.

Tutte considerazioni che frullano nella testa del trainer, insieme al ballottaggio Gamboni-Scardini. Nel primo caso si cercheranno maggiormente le fasce, nel secondo sarà una Viterbese d’assalto. In difesa non risarà il baby D’Alessio (soffre di problemi muscolari che si trascina da tempo) e al suo posto va D’Ambrosio. Farris rafiona anche nell’ottia delle tre gare con pochi giorni di recupero. Questo l’undici di partenza: Risommi; Bellacima, Fapperdue, Ibojo, D’Ambrosio; Giacinti, Pollini e Ciogli; Gamboni, Vegnaduzzo, Pero Nullo.

DESIGNAZIONI

Arezzo – Castel Rigone Fiorini di Frosinone (Lombardo e Nicoli)

Bastia – Pianese Fabbro di Roma 2 (Nurchi e Dell’Università)

Casacastalda – Sansepolcro Ranaldi di Tivoli (Iacopino e Menicocci)

FiesoleCaldine – Todi Pedretti di Brescia (Torcasio e Zanola)

Flaminia Civita Castellana – Deruta Agostini di Bologna (Lombardi e Cascone)

Lanciotto Campi Bisenzio – Viterbese Lombardi di Brescia (Graziano e Zanni)

Pierantonio – Trestina Robilotta di Sala Consilina (Sapienza e Cantiani)

Pontevecchio – Sporting Terni Curti di Milano (Marrone e Greco)

Scandicci – Voluntas Spoleto Gualtieri di Asti (Sciaccaluga e Trussi)




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