ANNO 16 n° 272
Viterbese, chi ben comincia...
Segnali positivi dopo la gara di Coppa Italia, ora l'attende il campionato

di Domenico Savino

Sarà soltanto una gara di Coppa Italia, partita di fine agosto giocata sotto la canicola, sarà ancora calcio bugiardo, ma la Viterbese qualcosa di buono l’ha fatta vedere. E Massimiliano Farris starà sorridendo, pur convinto che c’è ancora da lavorare, che determinati difetti vanno limati e che questa vittoria faccia bene solo al morale. Si compiace il tecnico lombardo ed ha pienamente ragione: la Viterbese che espugna il ''Comunale'' di Piancastagnaio (un vero e proprio fortino che negli ultimi anni è capitolato solo due volte) porta in dota una ventata di freschezza e novità.

Squadra spavalda che aggredisce l’avversario con una certa ferocia sin dai primi minuti: attenta in difesa, giudiziosa a centrocampo, spietata in attacco con un trio che fa sognare i tifosi (il gol di Pero Nullo è una perla difficilmente reperibile in serie D).

Si è notata una squadra diversa rispetto allo scorso anno: era il primo vero test contro avversari più titolati delle classiche rappresentative locali, e la Viterbese lo ha passato a pieni voti. All’inizio ha tramortito l’avversario, ha avuto un approccio felice alla gara che dalle parti della Tuscia non si notava da tempo. Due gol in tredici minuti, tre in un’ora sono la dimostrazione della superiorità della squadra di Farris. La contabilità parla di due legni e pericoli a ripetizione che si sono abbattuti come una tempesta sulla difesa della Pianese.

Incanta l’attacco: il tridente è ben assortito, il giusto mix di esperienza, tecnica e potenza. Giocatori che conoscono la porta, che hanno sempre segnato in categoria, animali da area di rigore che realizzano e si sacrificano. Vegnaduzzo porta centimetri e  fisicità, Pero Nullo tecnica e leggiadria, Scardini agilità e fiuto del gol al pari dell’argentino. E sono possibili variazioni nello schieramento: nella testa del tecnico c’è la possibilità di vedere l’ex Spoleto agire da fantasista oppure schierare tre incursori (Gamboni, Pero Nullo e Scardini) qualche metro dietro il puntero che viene dalle pampas.

Si tratta di soluzioni che vanno provate in allenamento fino alla nausea perché vengano introiettate dal gruppo e che potrebbero vedere la luce in campionato. Anche gli under si sono ben comportati, non mostrando emozione: Di Fabio sicuro tra i pali, Bellacima e D’Alessio ordinati, D’Ambrosio esce alla distanza. Ottime indicazioni di cui Farris farà tesoro nei prossimi allenamenti.

Qualche patema si è registrato nel finale che, però, è frutto del fiato venuto a mancare negli ultimi minuti, fisiologico agli albori della stagione. Farris lo ha fatto notare per non lasciare nulla al caso. Il tecnico ha puntato l’attenzione sulla necessità da parte della squadra di chiudere la partita prima, di arrotondare il risultato e non essere sazia. Sono caratteristiche da grandi e la Viterbese ancora non lo è.

Ecco perché il trainer si sforza di puntare il dito su quegli aspetti che sono andati meno bene in una giornata, va ribadito, positiva. Il pelo nell’uovo va cercato nella gestione degli assalti della Pianese che hanno prodotto le due reti dei toscani giunte per generali disattenzioni difensive e la traversa di Gammaidoni. Sussulti che hanno rischiato di pregiudicare una prova altamente sopra la sufficienza che adesso deve vedere la riprova del campionato. Si riparte domenica prossima, al “Rocchi” viene a far visita lo Sporting Terni che lo scorso anno inflisse una pesante sconfitta ai gialloblù, con relativo strascico di giocatori messi fuori rosa. E’ bene che la Viterbese ricordi anche questo perché il primo mattone è stato piazzato nel migliore dei modi e chi ben comincia…




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