ANNO 16 n° 271
Vita quotidiana, un evergreen che 'è sempre bello': l'idillio promozionale tra Coez e Rio Mare
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi

VITERBO - Un dono costante intervallato da ampie riprese, questa qui è la nostra vita: traumi e scossoni possono abbatterla per breve tempo, ma la ricetta di chi si rialza è nella franchezza dei legami duraturi. E in una occasionale scatoletta di tonno, di quelle che restaurano la voglia di provarci e ritrovarsi in un pasto frugale.

Rio Mare prende così, a mo’ di rapsodo del nuovo spot, il cantante del successo di pochi anni fa “È sempre bello”, quella certezza italiana di Coez. Con un rimando fisso all’importanza dei momenti sereni, per questo ritornello recarsi al mare è terapeutico anche tra le nuvole, siano esse annunciate dal meteo o già presenti in situazioni ingarbugliate: una minaccia cupa che solo il sorriso sincero può depistare dai suoi passi falsi e restituire a un mondo lontano dai nostri sogni.

Nella prima scena, ragazzi in vacanza preparano la tavola di mattina, noncuranti di un fuso orario che in loro è sbiadito e li rende, tutt’al più, semplicemente affamati. Il clamoroso buffet dell’alba vede ingredienti freschi e quasi autoironici per facilità di accostamento, tra cui un tonno Rio Mare più brioso che imperioso, come appariva invece nelle vecchie pubblicità. Goliardate, scherzi, burle, chiamiamoli a nostro piacimento: le confidenze giovanili sono il filo d’olio dell’amicizia, e non importa se legano individui a pinne gialle o comuni pesci che transitano nel mare.

Il clic burbero e carezzevole della scatola di tonno aperta rappresenta il leading sound dell’intero filmato: la nota di armonia sensoriale che mitiga anche le relazioni scomposte, i saluti, i commiati più freddi e addirittura gli addii. I panini scanzonati della comitiva lasciano il posto a un padre solo, forse in balia di qualche ponte tagliato o attraversato da profonde incertezze.

Saremmo portati a ipotizzarlo single, in regime di difficile convivenza con il futuro, ma potrebbe anche rappresentare un uomo convinto della sua genitorialità non condivisa. Nella più rosea congettura, il papà delineato è probabilmente in convivenza, ma un po’ inabile ai fornelli e meno avvezzo a servirsene: liberata della pasta sul piano cottura con disattenzione, il bimbo che lui sta allevando se ne meraviglia, vedendo il suo adulto di riferimento sorridere con gratuità. Pasta al tonno è per noi italiani croce e delizia, necessità e calore, aspirazione imbrigliata e lotta per la rivalsa: un piatto che trasuda bontà senza confini, una protezione dalle insidie che somiglia a una spalla paterna.

Una ragazza è a studiare all’estero, con buona certezza a Londra, e il “pacco da giù” include anche il tonno Rio Mare e le sue clip: il rumore vorticoso e confortante accompagna anche lei. Tra tenerezza e commozione, gusta insieme alle sue coinquiline un raffinato spaghetto al lime e pepe rosa, una nota di sapore e profumo ormai collaudata dalla stessa Rio Mare. Il girato è anche in questa porzione incoraggiante per la categoria famiglia, per i giovani intraprendenti e studiosi, per chi desidera quel meglio appena distante dal suo vissuto.

La spiegazione del successo di un prodotto difficilmente deperibile come il tonno in scatola è nella vita che lo degusta: in sempre meno case è dotazione per le emergenze, essendo invece diventato un sapore abituale per i suoi prezzi abbordabili. Sfruttare la ricerca di un impulso alla scelta per incorniciare storie verosimili è stato sicuramente il tramite vincente, in grado comunque di non sottrarre grazia all’idea complessiva del racconto.

Scena di riepilogo: lei è bartender – ebbene sì, per le donne non è più solo un diletto associato all’immagine, ma, per fortuna della nostra società, un mestiere rigido e redditizio – e lui un avventore non casuale. L’attività è chiusa, ma i due preferiscono conoscersi davanti a un prodotto Rio Mare, anziché nel sorbire un cocktail: la loro sorpresa davanti all’intesa è genuina e gratificante, e il cliffhanger positivo è nella non definizione tematica del loro incontro. Innamorati ostacolati da tutti? Fiamme di lunga data che si ritrovano dopo percorsi distanti? Amici che sedevano anni prima allo stesso banco di scuola?

Non ci è dato sapere nulla di chi abbiamo intorno, né siamo deputati a svelarlo, ma possiamo ritrovare la poesia dell’ordinario in quel gusto di tonno fresco, a cui, da 60 anni, non serve altro che amore concreto. E, quando disponibile, una tavola su cui mangiare più comodi e rilassati.

 

 




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