ANNO 16 n° 275
Violenza sessuale sull'autobus, condannato
La vittima in aula: ''Pietrificata e spaventata, volevo solo che finisse tutto velocemente''

VITERBO – (b.b.) Le appoggia il pene sulla coscia durante un viaggio in pullman da Viterbo a Roma, condannato a un anno e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale.

L’uomo, secondo quanto ricostruito in aula dalla vittima, per due volte, nell’arco di una decina di giorni nel febbraio del 2016 le si sarebbe seduto a fianco, ''nonostante il pullman fosse completamente vuoto''.

''La prima volta non ci ho fatto troppo caso, ma poi quando è accaduta la stessa identica circostanza la settimana successiva, mi sono allarmata -, ha spiegato la 20enne - e ho deciso di rimanere sveglia, nonostante fossi stanchissima''.

''E’ salito alla fermata di fronte al Palazzo di Vetro, alle porte di Viterbo e poco dopo ho sentito un odore nauseabondo. Quel giorno non lo dimenticherò mai: dovevo andare a Roma all’università a dare un esame. Non l’ho dato e da tre anni non ho più messo piede su un autobus''.

Seduti uno di fianco all’altro, l’uomo approfittando di un profondo sgarro nella fodera della tasca dei pantaloni avrebbe tirato fuori il proprio pene e lo avrebbe appoggiato sulla coscia della giovane studentessa.

''Quando mi sono accorta di quello che stava succedendo, ho alzato gli occhi al cielo, non volevo vedere. Speravo che il finestrino fosse aperto per respirare perché mi mancava il fiato e non desideravo altro che il tutto finisse prima possibile. Mi sono sentita bloccata, abusata. Ero pietrificata. Arrivati al capolinea ho aspettato un po', per avere la certezza che non mi seguisse per salire sul trenino''.

Per giorni, poi, non avrebbe avuto il coraggio di denunciare l’accaduto. ''Sono andata in caserma solo a fine marzo, non è stato facile per me. Anche quando l’ho rivisto per identificarlo, mi si è gelato il sangue, non volevo che mi vedesse e mi riconoscesse''.

Alla sbarra per violenza sessuale, ieri è stato condannato: per lui il pubblico ministero ha chiesto una pena di un anno e mezzo di reclusione. Più duro il tribunale che ha condannato l’uomo a un anno e 8 mesi.




Facebook Twitter Rss