ANNO 16 n° 275
Violenza sessuale Andosilla, Piergentili rinviato a giudizio
Accusato anche di peculato

Rinviato a giudizio Giovanni Piergentili, l’infermiere capo dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, finito in manette l’8 marzo scorso per violenza sessuale.

A stabilirlo, questa mattina, è stato il giudice per le udienze preliminari Salvatore Fanti.

L’uomo (56 anni, sposato con due figli e residente a Sant’Oreste) è accusato di aver abusato di una paziente (38enne) ricoverata in day hospital per un esame endoscopico, quando era ancora sotto l’effetto dell’anestesia. L’episodio risale all’8 febbraio e, pochi giorni dopo, la donna, insieme al marito, aveva sporto denuncia in Questura. Le indagini avevano portato all’arresto di Piergentili e, soprattutto, avevano fatto sì che altre quattro vittime trovassero il coraggio per uscire allo scoperto. Di queste, tuttavia, un’altra soltanto si costituirà parte civile al processo. 

Ma adesso – se possibile – la posizione di Piergentili si è ulteriormente aggravata: dalle perizie svolte sul computer da lui stesso utilizzato sono infatti saltati fuori diversi file a contenuto pedopornografico. Oltre alla violenza sessuale, i capi di imputazione cui dovrà rispondere sono quindi “il peculato, per aver utilizzato per proprio fini il pc del nosocomio civitonico, e la detenzione del materiale pedopornografico”, ha spiegato l’avvocato Alfredo Perugi, che assiste la 38enne. 

L'udienza è stata fissata al 19 luglio prossimo, quando Piergentili (che si trova tuttora nel carcere viterbese, dopo che il Riesame – il 25 marzo - aveva respinto l’istanza presentata dal difensore Roberto Zannotti), sarà giudicato con il rito immediato.




Facebook Twitter Rss