

CORCHIANO – (b.b.) Per mesi, ad 85 anni, sarebbe stata vittima delle violenze fisiche e psicologiche da parte del marito. Anch’egli ultraottantenne.
Sarebbe stata schiaffeggiata, minacciata e costretta a vivere con le poche centinaia di euro della pensione. ''Diceva che la casa era sua e che comandava lui. Che pagava le bollette, ma in realtà non lo faceva - aveva raccontato l’anziana al giudice nel maggio scorso - È sempre aggressivo. Una volta, per averlo svegliato dato che il pranzo era pronto, ha tirato via la tovaglia, spaccando piatti e bicchieri per terra''.
''Da tempo è affetto da una malattia per cui dovrebbe curarsi – aveva anche aggiunto - Ma si rifiuta di prendere le medicine e le butta nel secchio''.
Incapace di sopportare tanto stress, l’85enne lo denunciò nell’estate di due anni fa: ''Più volte avevo proposto a mia figlia di far ricoverare il padre, ma non ha mai preso in considerazione l’idea. Diceva che dovevo sopportarlo, d’altronde era sempre stato in quel modo. Ma io non ce la facevo più: minacce e sfuriate erano all’ordine del giorno, anche per delle fesserie''.
Ieri, a distanza di una manciata di mesi da quel drammatico racconto, il giudice ha messo fine alla loro turbolenta vicenda: dopo 45 anni di matrimonio, i due coniugi non dovranno più vivere sotto lo stesso tetto.
Per l’uomo è stato disposto l’obbligo di curarsi e revocato il divieto di avvicinamento alla moglie da cui era gravato in precedenza: al suo posto due anni di libertà vigilata.