

di Antimo Verde
CAPRANICA - ''Villa Paola rimane, sarà potenziata e saranno garantiti i lavoratori''. L'annuncio, a sorpresa, è stato fatto martedì pomeriggio in una riunione aperta in Comune voluta dal sindaco uscente Angelo Cappelli e da tutto il consiglio comunale. Oltre al primo cittadino, erano presenti il vescovo della diocesi di Civita Castellana, mons. Romano Rossi, e Maria Pia Garavaglia, presidente della Fondazione Luigi Maria Monti a cui appartiene l'Istituto dermopatico dell'Immacolata. All'incontro anche molti dei 55 dipendenti finiti dallo scorso dicembre in cassa integrazione.
Un tempo fiore all'occhiello della sanità viterbese, Villa Paola da anni segue, a ruota, le tormentate vicende dell'Idi: 846 milioni di buco di gestione, commissariamento da parte del Ministero, 24 rinvii a giudizio (tra cui quello eccellente di padre De Caminada), una dozzina di condanne e 485 lavoratori e lavoratrici che rischiano il posto.
''Il tema è sentito - dice nei saluti iniziali il sindaco uscente di Capranica, Angelo Cappelli -, non solo dai dipendenti e dalle loro famiglie che in questi anni hanno sopportato e stanno sopportando difficoltà pesantissime e a cui va la mia solidarietà personale e quella di tutto il consiglio comunale. Ve lo dico con tutto il cuore. E’ difficile fare un consiglio in periodo pre-elettorale, a 15 giorni dalle elezioni, ma non abbiamo avuto paura a sfidare il tema e le polemiche. Come maggioranza e opposizione abbiamo opinioni diverse su tante cose, come è bello e giusto nella democrazia, ma sull'Idi e Villa Paola no: siamo sempre stati uniti.

Grazie al vescovo e al presidente che ci sono stati sempre vicini, nonostante le difficoltà per i ruoli che ricoprono e la complessità di questa situazione. Capranica è Villa Paola e Villa Paola è Capranica e questo non è uno slogan. Non sarò io, come sindaco uscente, a lasciar perdere questa vicenda e nemmeno il nuovo consiglio comunale che, con più forza, fantasia e dinamismo di me riuscirà sicuramente a fare di più, ne sono convinto. Io da cittadino - conclude - starò al loro fianco''.
''Sono rimasto profondamente colpito dalla sofferenza dei dipendenti e del personale medico e paramedico di questa azienda, aspettavo un'occasione come questa per poterlo dire'' le parole di mons. Rossi, che ha proseguito nel suo intervento sottolineando come la Curia abbia a cuore le sorti dell'istituto e dei malati.

''Credo che i dipendenti e i cittadini di Capranica non siano obbligati a conoscere questi fatti - inizia l'ex ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia, ora presidente della Fondazione Luigi Maria Monti - ma dalla conclusione del commissariamento, fino al 15 aprile scorso, l’amministrazione della Fondazione non era in grado di fare nulla, né di vendere, comprare, assumere o licenziare. La moratoria ha creato solo ulteriori danni perché io e il consiglio, ora, dobbiamo gestire una situazione preliquidatoria: i due anni che ci hanno preceduto sono stati inutili ai fini di un rilancio dell'intera Fondazione. Nei primissimi mesi in cui mi ero assunta quest'onere sono venuta Capranica, come a Montefiascone e a Velletri, per rendermi conto di quali fossero le altre strutture oltre a quella romana che, ahimè, ben conoscevo. Sulla carta mi sono sembrate sane e meritevoli di un rilancio per non lasciarle in quel limbo in cui si trova ora l'ospedale...''.
''Ho visto Villa Paola - prosegue - e il suo stato di abbandono. Bisognava lavorare sulla Regione e sull’Azienda Sanitaria con molta passione per evitare che si perdesse tempo anche per avere autorizzazioni prima e accreditamenti poi. Con l’attuale dg ho intessuto un mese fa una relazione proficua, ho preparato un progetto che è stato spedito in Regione e credo che entro breve verrà firmato dal commissario. Il rilancio consiste nel potenziare, ovviamente, la dermatologia, anche con due sale di chirurgia dermatologica: l'ospedale Belcolle ha liste d’attesa per tante specialità e la Regione ha predisposto un finanziamento aggiuntivo per le Asl che le riducono''.
''Villa Paola - sottolinea - è nella condizione utile per questo compito ma anche per 'drenare' un po' di turismo sanitario dall'Umbria e dalla Toscana, data la posizione. Nel dialogo con l’Asl, l'istituto ha ottenuto un’attenzione che finora non c’era mai stata. La dg era stupita che fino a dicembre non si fosse fatto vivo nessuno. Evidentemente, come è stato ceduto l'ospedale S.Carlo, adagio adagio, avevano anche l'intenzione di cedere l'Idi e la sede di Capranica. Non è un pensiero peregrino o un giudizio temerario perché ho visto le carte: non si può non potenziare una struttura come questa che ha le caratteristiche per essere un servizio per il territorio''.

''Villa Paola è al sicuro dal punto di vista delle prestazioni che può fare - specifica - ed è evidente che in questa maniera si salvaguarda anche il personale. Ci vorranno dei soldi ma abbiamo già fatto il piano finanziario con la ristrutturazione degli ambienti. Villa Paola rimane, verrà potenziata e saranno garantiti i lavoratori'' ribadisce ancora la Garavaglia.
Riguardo allo stato, poco florido, dell'Idi e delle voci che lo vogliono alla ricerca di un partner esterno, l'ex ministro è senza peli sulla lingua.
''Ho trovato la Fondazione in uno stato preliquidatorio - spiega -, con la cassa integrazione fino al 31 dicembre, che non era facile da ottenere, abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo ma non è diminuita la gravità della situazione. Con la vendita dell’ospedale San Carlo la Fondazione si è accollata 89 persone che si aggiungono all'esubero che già avevamo. Non è detto che si potrà avere fino alla fine dell’anno la possibilità di pagare gli stipendi. Io non c'ero, chi ha firmato quei contratti avrà questa situazione sulla coscienza''.

''Il mio compito - continua - era di andare all’Idi e di rilanciarla ma senza vendere o licenziare nessuno è impossibile: l’istituto perde 20.000 euro al giorno, fate il conto di quanto tempo ci voglia prima che si esauriscono i fondi per pagare i lavoratori. Se non si cerca una soluzione, un 'compagno di strada esterno', l’Idi chiude. I conti, quelli che mi hanno lasciato i miei predecessori, sono lì. Se non trovo il partner dovrò vendere qualcosa, ma non Villa Paola, e se mi impedissero di farlo - conclude - non c’è papa che tenga: si chiude l’ospedale intero e vanno tutti a casa''.