ANNO 16 n° 271
Vicks e la bellezza inaspettata della cura: gesti d’amore per celebrare l’unione
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi

VITERBO - Sarà pur vero che quando si sta male, raffreddati e impoltroniti, la compagnia degli altri diventa più genuina e servizievole, ma non dimentichiamoci che è importante far risplendere l’unione del gruppo anche intorno al benessere. Se no, dovremmo aspettare i mesi freddi per autoeleggerci meritevoli di un abbraccio, di una risata, di due chiacchiere in più? Chi ci ama sa irradiare positività solo quando ci vede bisognosi?

Vicks la dialettica influenza-coccole la conosce bene, tant’è che lo scegliamo per non levare un fiato nelle nostre notti insonni, trascorse tra febbre e congestione nasale. E poi, però? Quando stiamo meglio, cosa ci rimane di quelle cure, di quelle coccole? Una famiglia che ci cerca, che mette in moto le sue energie per stupirci e donarci appoggio: non è un caso che, dopo le annate proibitive per il contatto fisico in cui la pandemia ci ha lanciato, uno degli spot più trasmessi in questo autunno sia incentrato sulla keyword “relazioni”. Impegnativo, divertente, scanzonato e docile, è come l’ammalato che è inquadrato sul divano mentre tenta di liberarsi del suo raffreddore, cercando di allungarsi verso oggetti ineffabili, che sembrano troppo lontani.

Questo ammalato è accompagnato in una noiosa giornata di fastidi da un adolescente che si rende premuroso con il passargli dei fazzoletti di carta, mentre una figura femminile – probabilmente la compagna del raffreddato – escogita soluzioni per farlo sentire meglio. Un antieroe con le cuffie acciambellate sulle spalle, il ragazzo, e una donna dalla vitalità magnetica che finalmente gli propone il flacone di spray Vicks Flu Tripla Azione: una famiglia che non ha fotografie rappresentative sui comodini della propria casa, ma idee per non cedere a una problematica stagionale che pare essere, purtroppo, di intralcio ai rapporti con le persone amate.

“Quando i sintomi influenzali mettono in difficoltà le tue relazioni… Vicks Flu Tripla Azione”, suggerisce la speaker senza imperativi di sorta. Una tazza d’acqua in cui è sciolto il contenuto di una bustina e l’influenzato che tira il suo respiro di sollievo sono le due immagini più rassicuranti dell’intero filmato, seguite dalla comparsa di un cane che fa battere il cuore e che invita la famiglia alla ripartenza.

La forza dell’unione, insieme alle consuete dinamiche dell’aiuto, della socialità e dell’essere complici, sono quanto di più rilassante e inedito possibile per il panorama multimediale della reclame, che si serve sì di richiami al quotidiano, ma non pratica il termine “relazioni” con una tale sfacciatezza se non in contesti circostanziati, di burocratica eleganza.

E invece no, “relazioni” si dice e si deve dire anche fuori da spaccati programmatici, da momenti pubblicitari progresso e da ogni altra necessaria narrazione delle nostre pienezze, come delle nostre mancanze: lo stare insieme e un flacone per il raffreddore camminano a braccetto, sono da oggi teneramente associabili e non più un accostamento forzato. Non c’è nulla di più compiuto e meno aleatorio di una famiglia che riparte, di una società che non vede monadi, ma ragazzi con le cuffie, papà, cagnolini e compagne che scelgono di stare insieme per aiutarsi, che si affratellano negli intoppi.

Eh sì, un po’ di tenerezza la dovevamo spargere: non a caso siamo mediterranei, non a caso ci conquistano le piccole, generose attenzioni.




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