ANNO 16 n° 272
“Via Monte Cervino invasa da rifiuti e sporcizia”
La cittadina: “Soggetti competenti assenti ed inerti però la Tari da pagare arriva puntuale…”

 

Viterbo - “Via Monte Cervino invasa da rifiuti e sporcizia, ma i soggetti competenti sono assenti ed inerti”.
A segnalare la situazione di degrado è una cittadina viterbese che abita nella zona suddetta. “Precisamente a lato dell’Ufficio postale (numeri civici  19,21,73,75,55,65,31,41) è tempo che, ogni mattina, troviamo i mastelli rovesciati e i residui del banchetto notturno dei cinghiali a terra, graditi a topi e uccelli che possono generare enormi quantità di virus”.
Così la cittadina Antonella Bruni con una nota si rivolge alla Direzione Generale della Asl, al sindaco, agli organi di stampa e alla Procura di Viterbo. “Ho anche provveduto personalmente a ripulire la strada attendendo un intervento da parte dell’amministrazione dopo le varie segnalazioni.
“Quindi mi chiedo perché un cittadino dovrebbe continuare a pagare le imposte comunali se i corrispettivi servizi non vengono forniti in modo efficiente ed efficace? Proprio in questi giorni stanno arrivando le richieste di pagamento della Ta.Ri (Tassa Rifiuti), cifre non di poco conto per i bilanci familiari, quindi la domanda nasce spontanea: quali sono gli standard accettabili di qualità del servizio che paghiamo così profumatamente?”, si chiede la cittadina. 
“Lo stato indecente e vergognoso in cui versa la città è sotto gli occhi di tutti e questo anche a causa di una modalità di raccolta dei rifiuti assolutamente e palesemente inadeguata - spiega-. I rifiuti restano sparsi ovunque, a causa della insufficiente capienza dei mastelli e delle indisturbate scorribande notturne dei cinghiali. Per non farci mancare nulla si potrebbe aggiungere che anche gli stessi operatori, non solo si guardano bene dal raccogliere i rifiuti sparsi a terra, ma quando riversano i mastelli nel camion, ove dovesse cadere parte del contenuto, es.carta, essa resta esattamente in terra”.
“Tra le ipotesi di responsabilità giuridicamente rilevanti subentra anche il profilo della sanità pubblica. L’appello, quindi, è che gli uffici preposti intervengano, ognuno per quanto di competenza, sia per prevenire simili scempi sia per reprimere e punire condotte, a dir poco, inaccettabili”, conclude Antonella Bruni.

Viterbo - “Via Monte Cervino invasa da rifiuti e sporcizia, ma i soggetti competenti sono assenti ed inerti”.


A segnalare la situazione di degrado è Antonella Bruni che abita nella zona suddetta. “Precisamente a lato dell’Ufficio postale (numeri civici  19,21,73,75,55,65,31,41) è tempo che, ogni mattina, troviamo i mastelli rovesciati e i residui del banchetto notturno dei cinghiali a terra, graditi a topi e uccelli che possono generare enormi quantità di virus”.


Così Antonella Bruni con una lettera si rivolge alla direzione generale della Asl, al sindaco, agli organi di stampa e alla Procura di Viterbo. “Per diversi giorni e in attesa – dimostratasi vana - di vedere un intervento solutivo da parte dell’amministrazione comunale - scrive - Ho anche provveduto personalmente a ripulire la strada attendendo un intervento da parte dell’amministrazione dopo le varie segnalazioni''.


“Quindi mi chiedo perché un cittadino dovrebbe continuare a pagare le imposte comunali se i corrispettivi servizi non vengono forniti in modo efficiente ed efficace? Proprio in questi giorni stanno arrivando le richieste di pagamento della Ta.Ri (Tassa Rifiuti), cifre non di poco conto per i bilanci familiari, quindi la domanda nasce spontanea: quali sono gli standard accettabili di qualità del servizio che paghiamo così profumatamente?”, si chiede la cittadina. 

“Lo stato indecente e vergognoso in cui versa la città è sotto gli occhi di tutti e questo anche a causa di una modalità di raccolta dei rifiuti assolutamente e palesemente inadeguata - spiega-. I rifiuti restano sparsi ovunque, a causa della insufficiente capienza dei mastelli e delle indisturbate scorribande notturne dei cinghiali. Per non farci mancare nulla si potrebbe aggiungere che anche gli stessi operatori, non solo si guardano bene dal raccogliere i rifiuti sparsi a terra, ma quando riversano i mastelli nel camion, ove dovesse cadere parte del contenuto, es.carta, essa resta esattamente in terra”.

“Tra le ipotesi di responsabilità giuridicamente rilevanti subentra anche il profilo della sanità pubblica. L’appello, quindi, è che gli uffici preposti intervengano, ognuno per quanto di competenza, sia per prevenire simili scempi sia per reprimere e punire condotte, a dir poco, inaccettabili”, conclude Antonella Bruni.




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