ANNO 16 n° 279
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Vetralla, caso rimborsi Trenitalia: scontro in Consiglio sul conflitto di interessi dell’assessore Giovanni Gidari
La minoranza contesta la Delibera 162/2026 e chiede le dimissioni dell’assessore: «Il Segretario Generale gli aveva chiesto di allontanarsi, ma sarebbe rimasto alla discussione»

VETRALLA – È tornata al centro del dibattito politico di Vetralla la vicenda legata ai rimborsi che il Comune deve a Trenitalia per le assenze dal lavoro maturate da un amministratore comunale. Il caso, che affonda le proprie origini negli anni Duemila, è approdato nell'ultimo Consiglio comunale e ha provocato un acceso confronto tra maggioranza e opposizione.

A riaccendere la discussione è stata in particolare la Delibera di Giunta numero 162 del 2026, con la quale l'amministrazione ha stabilito di quantificare in circa 40 mila euro la somma da riconoscere a Trenitalia a saldo della vicenda.

Secondo quanto riferito dal gruppo di opposizione Vetralla Unita, però, il punto più controverso non riguarda soltanto l'entità del rimborso, ma soprattutto la partecipazione dell'assessore Giovanni Gidari alla discussione della delibera, nonostante il suo diretto coinvolgimento nella questione.

Il contenzioso con Trenitalia

La vicenda riguarda i rimborsi previsti dalla normativa per i datori di lavoro dei dipendenti che ricoprono incarichi elettivi o amministrativi negli enti locali.

Nel caso specifico, il Comune di Vetralla deve corrispondere a Trenitalia le somme relative alle assenze maturate dall'assessore Gidari nel periodo compreso tra il 2003 e il 2007, quando ricopriva incarichi amministrativi.

Nel corso degli anni l'amministrazione comunale ha provveduto ad accantonare le risorse necessarie. Il problema è però rappresentato dalla differenza tra gli importi indicati dalle parti.

Secondo quanto riportato dalla minoranza, gli uffici comunali avrebbero quantificato il saldo in circa 40 mila euro, mentre Trenitalia avrebbe avanzato una richiesta superiore ai 90 mila euro.

Con la Delibera 162/2026, la Giunta ha quindi stabilito di riconoscere come importo definitivo la cifra individuata dagli uffici comunali.

Il nodo della partecipazione dell'assessore

È proprio durante l'adozione della delibera che, secondo quanto sostiene Vetralla Unita sulla base dei verbali, sarebbe emersa la questione del possibile conflitto di interessi.

L'assessore Gidari, in quanto direttamente interessato dalla vicenda dei rimborsi, era presente alla seduta. Secondo la ricostruzione dell'opposizione, il Segretario Generale avrebbe invitato l'assessore ad allontanarsi proprio in considerazione del possibile conflitto di interessi.

L'opposizione sostiene che l'invito non sarebbe stato accolto e che Gidari avrebbe quindi partecipato alla discussione.

Per Vetralla Unita si tratta di un passaggio che merita un approfondimento alla luce dell'articolo 78 del Testo unico degli enti locali (TUEL), richiamato dalla minoranza in relazione agli obblighi di astensione degli amministratori nei casi di conflitto di interessi.

La questione è stata quindi portata all'attenzione del Consiglio comunale attraverso una mozione di censura, con la quale l'opposizione ha chiesto anche le dimissioni dell'assessore.

Consiglio a porte chiuse e tensione tra maggioranza e opposizione

La discussione sulla mozione, secondo quanto riferito da Vetralla Unita, si è svolta a porte chiuse e in un clima particolarmente teso.

Il gruppo di minoranza sostiene di essere stato oggetto di forti critiche da parte della maggioranza per aver sollevato la questione. Da qui la scelta di replicare pubblicamente attraverso una nota firmata dai consiglieri Aquilani, Celata, Palombi, Pasquinelli e Santucci.

«Ci chiamano cattivi perché leggiamo i verbali?», è la domanda con cui l'opposizione apre il proprio intervento.

Il gruppo rivendica di aver basato le proprie contestazioni sugli atti ufficiali dell'amministrazione e sul contenuto dei verbali della seduta.

«Siamo cattivi perché citiamo l'articolo 78 del Testo unico che prevede l'obbligo di non partecipare? Siamo cattivi perché chiediamo che un assessore in conflitto di interessi esca dall'aula quando lo dice anche il Segretario Generale?», affermano i consiglieri.

Le domande rivolte al sindaco

Vetralla Unita rivolge quindi tre domande direttamente al sindaco, chiedendo chiarimenti sulla gestione della vicenda.

In particolare, l'opposizione chiede per quale motivo sia stato consentito all'assessore Gidari di partecipare alla discussione, perché il Segretario Generale abbia dovuto intervenire invitandolo ad allontanarsi e per quale ragione, secondo la minoranza, gli atti non siano stati trasmessi agli eventuali organi di controllo.

Il gruppo ribadisce di non voler trasformare la vicenda in uno scontro personale, ma di voler ottenere chiarimenti sulla corretta applicazione delle norme.

«Non chiediamo poltrone. Chiediamo legalità», sostiene la minoranza, annunciando che intende proseguire la propria iniziativa «in tutte le sedi».

La vicenda resta dunque aperta sul piano politico e amministrativo. Al centro del confronto ci sono ora sia la quantificazione del rimborso dovuto a Trenitalia, sia le modalità con cui la Giunta ha affrontato la questione e, in particolare, la partecipazione dell'assessore direttamente interessato alla discussione della delibera.




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