

Precari: Marcello Meroi - agguerrito e piuttosto seccato - passa all’attacco. “Mi rivolgerò alla Procura della Repubblica per fare tutti i passi che reputo necessari”.
Il presidente di Palazzo Gentili non sa spiegarsi le motivazioni che hanno spinto un sindacato, in particolare, a intraprendere “un’indecente campagna contro la Provincia”. Forse, però, è riconducibile “a quelle dodici persone che non sono riuscite, per il momento, ad entrare in graduatoria. Ricordo, comunque, che c’è stato un voto unanime sulle procedure e che la selezione è stata affidata all’Università di Tor Vergata”.
La questione, nello specifico, riguarda i 129 precari della Provincia: 61 di questi, con contratti di vario genere in scadenza sono stati reintegrati; 68, invece, sono stati sottoposti ad una valutazione assegnata all’Ateneo romano che ne ha selezionati 58, escludendo i restanti 12. “La graduatoria – ha spiegato Meroi - si è basata su tre parametri. Sessanta per cento del punteggio deriva dall'anzianità, perché chi sta qui da anni ha più diritto di chi è stato assunto il 25 marzo 2010, a pochi giorni dalla mia elezione. Il dieci per cento per il titolo di studio e il rimanente trenta per cento su valutazioni professionali. Un metodo scientifico già utilizzato in passato dall'Ateneo e che ha ottenuto attestati di stima anche da chi oggi critica”.
Adesso, quindi, a partire da martedì prossimo saranno riconfermate 10 unità, poi altre 15 fino al reintegro di tutti i precari che hanno passato la selezione. “Sui dodici che non sono riusciti a rientrare – ha detto Meroi – siamo disponibili a discutere, ma a questo punto, con chi dico io e non con chi parla di procedure oscure e di conti che non tornano”.
Purtroppo, la verità è che “soldi per tutti non ci sono – ha spiegato Meroi – e non possiamo risolvere i problemi occupazionali di tutti ogni volta che si presentano. Dobbiamo rispettare i parametri: per il momento – ha concluso il presidente della Provincia - di più non si riesce a fare”.