ANNO 16 n° 275
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VERSO LE COMUNALI
Prestininzi (RC)
''Sconfiggere la cultura
del degrado''

di Elisa Spinelli

Da circa un anno è partito un progetto fotografico sul degrado urbano di Viterbo. Si chiama ''ImMondi: sporchi fuori, nel mondo e dentro di sé''.

E’ nato davanti a un caffè con Elisa Ponti, mia collega di studi e come me laureata in Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità all’università della Tuscia, entrambe appassionate di fotografia e di inchieste ambientali e non solo. Il degrado del viterbese era sotto i nostri occhi e l’abbiamo voluto documentare.

E’ stata una scelta filosofica quella di chiamare i rifiuti, ''MONNEZZA'' perché il termine rimanda etimologicamente all’idea del ''sudiciume'', a quella sensazione di ripugnanza che si prova ogni volta che si vede un frigorifero o una ruota nascosti dietro ad un cassonetto oppure buttati come corpi inerti in aperta campagna o sul ciglio delle strade. Abbiamo cominciato a fotografare la ''monnezza'' della Tuscia ritenendo che quel degrado urbano non fosse solo una questione di ''emergenza'' ma soprattutto di ignoranza.

 

In occasione della campagna elettorale per le amministrative, abbiamo deciso di proporre le fotografie di ''ImMondi'' all’attenzione di tutte le liste che si sono presentate, cosicché che si potesse aprire un dibattito importante per la città, poiché il degrado urbano e limitrofo dovrebbe essere tra le più importanti tematiche anche in questi tempi di crisi.

La sensibilizzazione dei cittadini verso il rispetto del proprio territorio non può essere valore esclusivo di poche parti politiche e civiche, ma di tutti.

Invece, durante questa rassegna elettorale abbiamo ricevuto apprezzamenti e riscontri solo da pochissime liste, che in questi giorni si confrontano per le amministrative, ovvero: Rifondazione Comunista, La Mia Tuscia, Insieme per il territorio e Casa Pound.

Tutti gli altri ''big'' di questa tornata elettorale hanno taciuto, e di questo ne siamo dispiaciute poiché crediamo che un tema così urgente non debba continuare ad essere ignorato da chi si propone di amministrare un territorio.

Tra le poche risposte ricevute, ce ne è stata una veramente approfondita, quella di Marco Prestininzi, candidato sindaco per Rifondazione Comunista.

Prestininzi ci ha scritto che la propensione all’inciviltà è spesso legata alle radici culturali, sociali, agli eventi storici che hanno segnato la popolazione di un particolare territorio. Le foto sono state scattate nella città di Viterbo o nelle sue immediate vicinanze. Non tutti i popoli, non tutte le comunità - scrive Prestininzi - si comportano in maniera così incivile. Già se vai oltre il confine del vecchio stato pontificio, in Toscana o in Umbria, sono più rare le occasione di immortalare il degrado.

Nel Viterbese, ma anche a Roma, per restare in zona, molta gente non percepisce come suo tutto ciò che non fa strettamente parte della sua proprietà privata. È assente, purtroppo, il senso di appartenenza a una comunità; non è prevalente la concezione per la quale il mondo è di tutti, anche di chi lo maltratta. Se non si ha la capacità di guardare oltre il proprio naso, forse è perché si è vissuti sempre con un orizzonte stretto davanti a sé, ''si è campato sempre alla giornata'', nell’ignoranza, nella sudditanza. Bisogna, però, sottolineare che il 5-10% della cittadinanza ''incivile'' è sufficiente per ''seminare'' inciviltà.

Così abbiamo chiesto a Prestininzi se ritiene possa esistere un modo per limitare questi scempi, e il candidato ci ha risposto che, secondo lui, per limitarli bisogna in primo luogo formare correttamente la polizia locale, sempre attenta a rilevare le infrazioni degli automobilisti in divieto di sosta ed invece meno sensibile e propensa a prevenire e sanzionare comportamenti incivili che contribuiscono al degrado e allo scempio del territorio. Inoltre, secondo il candidato di Rifondazione, appare importante sensibilizzare i cittadini, ad esempio, attraverso campagne pubblicitarie, seminari, assemblee pubbliche, attività che abbiano l’obiettivo di far maturare nel 100% della cittadinanza la propensione per quei comportamenti civili, facilmente e automaticamente adottabili per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo.

Prestininzi aggiunge che il programma della sua lista pone al centro di tutto il lavoro, diffuso e dignitoso, nelle condizioni e nella remunerazione. A livello locale ciò si dovrà tradurre in politiche pubbliche che escludano il ricorso a forme privatistiche e di mercato allo scopo di occupare il maggior numero possibile di persone nel campo della gestione dei servizi connessi ai beni comuni e delle risorse essenziali del territorio della Tuscia viterbese quali: aria, acqua, terra, energia, patrimonio storico, archeologico, artistico, culturale, naturale, paesaggistico, i saperi collettivi e le culture locali.

Quello che propone la lista di Rifondazione Comunista è così un’inversione di tendenza radicale: lo spirito di collaborazione e di comunità contrapposto a quello di competizione e squilibrio sociale.

Il candidato conclude il suo confronto scritto con noi, affermando che, se la sua lista avrà la prerogativa di governare Viterbo con le sue 37 frazioni, farà in modo che l’amministrazione comunale sappia ben gestire e coordinare, quanto più possibile senza figure intermedie, le persone fisiche che opereranno nei settori dei servizi e dei beni comuni in modo da concentrare le già esigue risorse economiche destinate ai governi locali a beneficio del lavoro diffuso e non a favore del profitto dei soliti noti.

Tra le iniziative che RC vorrà intraprendere, ci sono: la concessione ad uso gratuito, attraverso dei bandi pubblici, di terre e immobili del Comune a coloro che intendano intraprendere attività micro imprenditoriali nel settore agricolo, artigianale, commerciale e industriale e che non hanno le risorse economiche per avviare un percorso lavorativo autonomo; la manutenzione di tutti i siti archeologici immersi nel verde per renderli agibili ai turisti ed ai cittadini; inoltre, interventi a monte del ciclo dei rifiuti e raccolta differenziata “porta a porta” estesa a tutta la città, con obiettivo rifiuti zero.

Il degrado urbano secondo Prestininzi si combatte anche attraverso una mobilità alternativa al traffico veicolare: attuando il ''Pedibus'', progetto ideato in Danimarca e sperimentato anche in alcuni comuni italiani, rivolto ai bambini che si spostano a piedi, aggregandosi in comitive guidate da alcuni addetti, per recarsi da casa a scuola e viceversa; un’iniziativa ecologica e salutare che educa i bambini e gli adolescenti ad una cultura ambientale e salutistica.

Per la visione completa dell’inchiesta fotografica si rimanda al blog del progetto “ImMondi”: www.immondi.wordpress.com

 




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