ANNO 16 n° 275
Vendite in calo
del 25-30 per cento
I commercianti: ''Non si fanno acquisti nemmeno a prezzi stracciati''

VITERBO - (f.l.) Ufficialmente sono iniziati sabato scorso in tutt’Italia ma ufficiosamente da un bel pezzo. Stiamo parlando di saldi. Quelli che fino a qualche anno fa venivano addirittura appuntati sull’agenda, quelli che costringevano ad alzatacce e a file interminabili di fronte alle boutique più prestigiose. Ecco, questo ormai è un ricordo lontano.

I negozi hanno iniziato ad abbassare i prezzi molti giorni prima dell’arrivo degli sconti. Già dieci giorni fa, per le vie del centro e non solo, sulle vetrine troneggiavano cartelli colorati che annunciavano saldi anticipati del 20 o addirittura del 30 per cento sulla merce. Forti ribassi nel tentativo di arginare il calo delle vendite. Ma, a quanto pare, nonostante la sforbiciata sui prezzi la situazione non sembra sia cambiata di molto.

La recessione si sente, eccome, e così la gente compra di meno. Questa l’amara realtà. In molti si fermano davanti alle vetrine, guardano, osservano, scrutano, comparano e poi, forse, solo qualcuno acquista. Ma solitamente non basta neanche pagare la merce la metà del prezzo di listino, quasi tutti provano anche a chiedere lo sconto.

Questo l’andamento generale. Poi c’è chi si organizza, come un famoso negozio di abbigliamento del Corso, che, per il primo anno, ha creato un angolo outlet e ha messo i capispalla subito al 50 per cento in meno, cosa che solitamente accadeva a fine saldi.

Oppure ci si coalizza e si approfitta di Caffeina, evento in cui orbitano migliaia di persone e quindi traino anche del commercio. Ecco che allora alcuni commercianti hanno aperto le porte dei loro negozi anche di sera. Lo hanno fatto proprio sabato scorso, dalle 21,30 a mezzanotte, ma, a sentirli sconsolati, pare non abbiano ottenuto molto.

“Il problema – spiega la proprietaria di una boutique – è che la gente non passeggia più. Sarà, forse, per evitare la tentazione di comprare, ma sta di fatto che il centro storico è poco movimentato. Cavalcando l’onda del primo giorno di saldi, abbiamo provato ad aprire sia di sabato sera che di domenica, ma nessuno di noi ha registrato alcun ‘exploit’. L’andamento è pressoché identico a quello dello scorso anno, addirittura con qualche calo”.

“Oggi – spiega il proprietario di un negozio di complementi d’arredo – non basta più scontare dal primo giorno tutti i prodotti del 50% e proporli a prezzi stracciati. I clienti chiedono sempre più sconti, ma non si rendono conto che così ci rimettiamo anche noi. Questi primi giorni sono andati così così, certo è che sono entrate, e soprattutto sono uscite, con una busta molte meno persone dello scorso anno”.

Passeggiando per il centro della città, gli unici negozi in cui non c’è un attimo di tregua sono i franchising, soprattutto nel settore dell’intimo. Propongono un prezzo base già di per sé basso che, grazie al 50 per cento di sconto, invoglia i passanti.

Il bilancio, dunque, per questi saldi estivi si riduce a un paradosso: pochissima gente che acquista nonostante i prezzi stracciati. I commercianti, dal canto loro, seppure si immedesimano nell’acquirente, ce la mettono tutta per attirare gente, ma se il portafoglio piange a poco aiutano aperture straordinarie e perfino notturne.




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