

VITERBO – Da una parte un netturbino pronto a giurare che la colpa sia dell’anziano professore del Paolo Savi. Dall’altro, l’insegnante, ora in pensione, che non ci sta a passare per il violento di turno. Nel mezzo un pugno sferrato in pieno volto, che fa finire l’addetto alla nettezza urbana in ospedale con diversi giorni di prognosi. In aula sono scintille.
Chiamato al banco dei testimoni per ricostruire ciò che è avvenuto la mattina del 22 aprile di 7 anni fa, il netturbino non sembra avere tentennamenti: ''Ero fermo sul mio camion, quando una machina davanti a me, sfrenata, mi è venuta addosso: ho suonato il clacson per avvertire l’uomo alla guida. In cambio ho ricevuto solo insulti’’.
Il professore, all’interno della sua Smart nera, gli avrebbe urlato parolacce e, dopo qualche istante di rabbia, sarebbe sceso dalla macchina per colpirlo in pieno volto con un pugno. ''Ero sceso dal camioncino solo per tentare di fermare la macchina, che continuava a indietreggiare nella strada in discesa. Sono stato picchiato, senza alcun motivo’’.
Ma il professore non ci sta e prende parola in aula: ''Io avrei fatto tutto questo, giudice? Non scherziamo. Se dobbiamo dire la verità, diciamola per bene. Non ho mai sferrato alcun pugno contro quest’uomo. Forse ho solo sbagliato ad insultarlo, ma ha cominciato lui. Erano le 8 meno sette minuti, mi stavano aspettando a scuola per la lezione. Ero in macchina e nonostante la sua prepotenza, non gli ho dato la precedenza. Forse per questo che si è arrabbiato e ha cominciato ad urlarmi contro’’.
''Sei un bavoso. Vatte a mette il pannolone e levate dal cazzo’’ gli avrebbe detto di fronte a tutti. Poi il semaforo rosso e, quindi, la fermata obbligatoria. ''E’ lì che è sceso dal camioncino ed è venuto verso di me: mi ha tirato a forza fuori dall’auto e mi ha strattonato. Per questo che la macchina si è sfrenata, perché ho tolto il piede dal freno. Ma non certo per colpa mia’’.
Peccato che ora sia a processo per lesioni di fronte al giudice monocratico Silvia Mattei e rischia una condanna fino a 3 anni di carcere. Si tornerà in aula il prossimo 18 ottobre.