ANNO 16 n° 272
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Vandali in azione, non c'č pace per il gigante di Valle Faul
La segnalazione di un cittadino; ''Il risveglio' versa ormai in un evidente stato di abbandono'

Vandali in azione, non c'è pace per il gigante di Valle Faul
La segnalazione di un cittadino; ''Il risveglio' versa ormai in un evidente stato di abbandono'
VITERBO - Non c'è pace per il 'gigante della Valle', l'opera d'arte che a Viterbo è conosciuta con il nome Il Risveglio. Vandalizzata, bullizzata, ricoperta di scritte e disegni vari, in balia del tempo e dell'inettitudine di qualche annoiato graffitaro improvvisatosi tale, la scultura di Seward Johnson è stata di nuovo presa di mira dai soliti incivili di turno. E passeggiando a Valle Faul è praticamente impossibile non accorgersi dello stato in cui è ridotta.
Anche un attento cittadino viterbese, girando quelle parti, ha immortalato col suo obiettivo lo scempio in cui versa oggi la scultura. 'Qualche giorno fa' - scrive il signor Obino - camminando a Valle di Faul ho percepito un grido di dolore. 'Il gigante della valle', la bellissima scultura di Seward Johnson
ha infatti attirato la mia attenzione'.
'Mi sono avvicinato per capire e ho scoperto il motivo. La scultura versa in un evidente stato di abbandono. Infatti, sta perdendo la sua pelle fatta di vernice argentata, le unghie delle mani e dei piedi sono colorate come quelle di una donna, il suo corpo è tatuato con le solite scritte di amore eterno, la sua bocca è diventata 'l'orinatoio' dei ragazzi che ci bivaccano. Quanta tristezza ho provato'.
L'inevitabile tristezza, mista a rabbia e indignazione, che chiunque abbia a cuore i beni artistici e culturali della propria città, inevitabilmente prova. Ma forse non è così per tutti, per lo meno non per quanti fanno fatica a capire che deturpare un'opera d'arte oltre che un atto vandalico, è anche un segno di manifesta inciviltà. E che è la collettività tutta a pagarne il prezzo, in primis il decoro stesso della città.
Quanto alla scultura, non è certo questo il primo caso in cui è stata presa di mira. Già in passato, più volte, è stata riempita di scritte e scarabocchi vari. Lo smalto ai piedi, infatti, è stato un servizio di pedicure 'non richiesto' che denunciammo su questo giornale più di un anno fa. (Leggi qui la news)
Il 'Gigante buono' - scrive ancora il signor Obino - è una copia in vetroresina dell'originale presente nel Parco Nazionale di Prince Georges Country nel Maryland. Questa copia fu creata dall'artista per essere installata nel 2009 al G8 di Siracusa.
Poi venne portata a Roma Eur e infine per interessamento dell'allora sindaco Giulio Marini fu collocata nell'area a verde della Valle di Faul che in quel periodo stava cambiando il suo aspetto. Nel posizionare il gigante il mio amico Giulio disse: 'Il Gigante sarà il simbolo di un risveglio culturale della Città di Viterbo. Che dire Giulio? Speriamo che dopo 12 anni e il susseguirsi di tre diverse amministrazioni abbiamo trovato quella
giusta. E confidiamo che Vittorio ci “metta una pezza'.


VITERBO - Non c'è pace per il 'gigante della Valle', l'opera d'arte che a Viterbo è conosciuta con il nome Il Risveglio. Vandalizzata, bullizzata, ricoperta di scritte e disegni vari, in balia del tempo e dell'inettitudine di qualche annoiato graffitaro improvvisatosi tale, la scultura di Seward Johnson è stata di nuovo presa di mira dai soliti incivili di turno. E passeggiando a Valle Faul è praticamente impossibile non accorgersi dello stato in cui è ridotta.

Anche un attento cittadino viterbese, girando quelle parti, ha immortalato col suo cellulare lo scempio in cui versa oggi la scultura. 'Qualche giorno fa' - scrive il signor Antonio Obino - camminando a Valle di Faul ho percepito un grido di dolore. 'Il gigante della valle', la bellissima scultura di Seward Johnsonha infatti attirato la mia attenzione'.

'Mi sono avvicinato per capire e ho scoperto il motivo. La scultura versa in un evidente stato di abbandono. Infatti, sta perdendo la sua pelle fatta di vernice argentata, le unghie delle mani e dei piedi sono colorate come quelle di una donna, il suo corpo è tatuato con le solite scritte di amore eterno, la sua bocca è diventata 'l'orinatoio' dei ragazzi che ci bivaccano. Quanta tristezza ho provato'.


L'inevitabile tristezza, mista a rabbia e indignazione, che chiunque abbia a cuore i beni artistici e culturali della propria città, inevitabilmente prova. Ma forse non è così per tutti, perlomeno non di quanti fanno fatica a capire che deturpare un'opera d'arte oltre che un atto vandalico, è anche un segno di manifesta inciviltà. E che è la collettività tutta a pagarne il prezzo, in primis il decoro stesso della città.

Quanto alla scultura, non è certo questo il primo caso in cui è stata presa di mira. Già in passato, più volte, è stata riempita di scritte e scarabocchi vari. Lo smalto ai piedi, per esempio, fu un servizio di pedicure 'non richiesto' che denunciammo su questo giornale più di un anno fa. (Leggi qui la news). A distanza di un anno, a quanto pare, poco o niente è stato fatto per riportare il gigante al suo iniziale splendore.



Questa scultura - scrive ancora il signor Obino - è una copia in vetroresina dell'originale presente nel Parco Nazionale di Prince Georges Country nel Maryland. Questa copia fu creata dall'artista per essere installata nel 2009 al G8 di Siracusa. Poi venne portata a Roma Eur e infine per interessamento dell'allora sindaco Giulio Marini fu collocata nell'area a verde della Valle di Faul che in quel periodo stava cambiando il suo aspetto. Nel posizionare il gigante il mio amico Giulio disse: 'Il Gigante sarà il simbolo di un risveglio culturale della Città di Viterbo. Che dire Giulio? Speriamo che dopo 12 anni e il susseguirsi di tre diverse amministrazioni abbiamo trovato quella giusta. E confidiamo che Vittorio ci “metta una pezza'.




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