


VITERBO - Raid contro le sedi della Lega a Tarquinia e a Viterbo. ''Le minacce di chi imbratta la nostre sedi con la stella a cinque punte - come successo nella notte a Tarquinia e Viterbo - non ci spaventano e non ci fermeranno - dice il leader della Lega Matteo Salvini - All’odio rispondiamo col lavoro e col sorriso, ma al governo e in particolare al Viminale chiedo: è normale che il primo partito italiano, che guida l’opposizione, subisca attacchi, aggressioni e minacce quotidiane nel silenzio e nell’indifferenza generale?''.
''La Lega non si lascia intimidire dalle scritte inneggianti alle Br con cui sono state vandalizzate le sedi del partito a Tarquinia e Viterbo - afferma Claudio Durigon, deputato e responsabile Lavoro della Lega - Si tratta di gesti vili e vigliacchi che ci spingono ancor di più a rafforzare la nostra presenza e la nostra attività sul territorio. La Sinistra, sempre pronta a dare lezioni di buona politica, prenda le distanze da queste aberrazioni che riportano agli anni bui del terrorismo''.
''Nicola Zingaretti prenda posizione sulle scritte che inneggiano alle Brigate rosse sulle sedi della Lega a Viterbo e a Tarquinia. Noi andiamo avanti senza paura''. Così in una nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando Angelo Tripodi.