ANNO 16 n° 273
'Va ritirato il bando per capo ufficio stampa Ater'
Il Pd Parroncini interroga il presidente della Regione Lazio Polverini

Il consigliere regionale del Pd Giuseppe Parroncini ha presentato un'interrogazione al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e all'assessore alla Casa, Teodoro Buontempo, sul bando dell'Ater di Viterbo per un posto di dipendente a tempo indeterminato di capo ufficio stampa.

 

Ecco il testo dell'interrogazione:

 

'Confuso, contraddittorio, con requisiti discutibili e pubblicato in un periodo in cui l'attenzione è scarsa. Piuttosto si diano risposte agli inquilini delle case popolari. Il bando dell'Ater di Viterbo per “un posto di dipendente a tempo indeterminato di capo ufficio stampa, e inquadrato secondo il contratto Fnsi-Fieg qualifica Capo Redattore, mansione Capo Ufficio Stampa Servizio URP e Ufficio Stampa aziendale” va ritirato subito. Ecco perché ho già presentato un'interrogazione al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e all'assessore alla Casa, Teodoro Buontempo.

 

Sono tante le cose che non vanno e che inducono a pensare male, non solo nel metodo – la pubblicazione alla chetichella, il 4 agosto - ma anche nel merito. Il bando affida infatti a un'unica figura mansioni totalmente diverse tra loro, che non a caso la legge 150 del 2000 definisce in strutture separate. Ufficio stampa e Ufficio relazioni con il pubblico si rivolgono rispettivamente ai mezzi di informazione e ai cittadini. In ogni caso, secondo il Dpr 422 del 2001, per diventare responsabile dell'Urp è necessaria una laurea in Scienze della comunicazione o similari. Per cui si presume che l'Ater l'abbia già o dovrà dotarsi comunque di tale figura.

 

Il concorso arriva inoltre in pieno commissariamento dell'Ater. Non ci si dovrebbe limitare all'ordinaria amministrazione? Non solo: le nomine del nuovo presidente e del consiglio di amministrazione sono attese i primi di settembre, proprio alla scadenza del bando. Poi ci sono i requisiti stravaganti: bisogna avere almeno 18 anni ma da 5 occorre essere iscritti all'Ordine dei giornalisti, albo professionisti, senza però una laurea.

 

Il tutto per la modica spesa di 60-70.000 euro l’anno: troppo per un’Ater come quello di Viterbo, specialmente in relazione alla scarsa attività comunicativa svolta fino a oggi. In un periodo di ristrettezze e difficoltà, l'Ater farebbe meglio a preoccuparsi del degrado del patrimonio edilizio e a investire sulla sua manutenzione. La priorità siano gli inquilini delle case popolari, lasciati sempre più soli'.

 

Giuseppe Parroncini

Consigliere regionale Pd




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