ANNO 16 n° 272
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Usura, Abbruzzese:
''Tuscia ad alto rischio''
Il presidente del consiglio regionale
a Viterbo per il tour della legalitą

di Lia Saraca

VITERBO - Gli articoli della costituzione scritti dagli studenti sulle proprie magliette bianche, legalità, sicurezza, coraggio, speranza. Questi gli ingredienti dell'incontro che si è svolto il 31 maggio all’Auditorium dell’Università della Tuscia colmo di studenti dell’Istituto comprensivo “Pietro Vanni” in occasione dell’ultima tappa del Tour della legalità.

“Essere italiani”, è il progetto itinerante sulla sicurezza e legalità promossa dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio e dal presidente Mario Abbruzzese presente all’incontro. L’ultimo appuntamento di un tour iniziato a febbraio scorso e che ha toccato tutte le provincie del Lazio. Dodici gli istituti scolastici coinvolti per un totale di circa 2000 studenti.

Presenti, oltre al presidente Abbruzzese, il presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale Francesco Battistoni, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il consigliere comunale Roberto Bennati, l’assessore comunale Massimo Fattorini, l’assessore provinciale Franco Vita, l’Ispettore superiore Luciana Di Francesco ed il presidente di SOS Impresa Lino Busà.

I giovani dell’Istituto Pietro Vanni di Viterbo, sono stati sollecitati a riflettere sul fenomeno dell’usura “particolarmente sentito nella nostra regione e che ha determinato la chiusura di 28 mila esercizi artigianali e commerciali, e la perdita di 24 mila posti di lavoro” ha sottolineato Abbruzzese.

“Quest’anno la presidenza del consiglio regionale – ha spiegato Abbruzzese - ha scelto il tema della sicurezza, con un’attenzione particolare al fenomeno dell’usura i cui dati sono spaventosi. Cerchiamo di dare un contributo, non solo attraverso le leggi, ma anche attraverso la cultura incontrando le scuole. Noi dobbiamo avere il coraggio di denunciare, di parlare. Il silenzio è un comportamento mafioso. Chi ha paura muore ogni secondo”.

Dopo i saluti e i ringraziamenti, gli studenti hanno messo in scena la rappresentazione “Brigante o migrante: terra avara…terra amara le voci della miseria”. Il frutto del laboratorio teatrale sulla legalità dell’Istituto Vanni e di una ricerca storica in alcuni paesi della provincia tra cui Cellere e Ischia di Castro.

“La ricerca – ha spiegato la dirigente Francesca Sciamanna – è stata realizzata anche in rete attraverso il gemellaggio con l’Istituto comprensivo “Gravitelli” di Messina proprio sui temi della legalità e del brigantaggio. Ringrazio il consiglio regionale del Lazio per la collaborazione iniziata a dicembre scorso, e il dottor Cucullo per aver reso possibile questo incontro presso l’Auditorium dell’Università della Tuscia. Per noi è stata un festa di addio delle classi terze, un percorso per la terra di mezzo che è la scuola media”.

A seguire l’associazione “'Il palco e la cornice” ha portato in scena la rappresentazione “La mano sulla spalla”. Il racconto - testimonianza della storia di una vittima di usura, Antonio Anile, presente in sala. Circostanza che ha visto gli studenti sventolare in alto l'opuscolo “'Dalla parte giusta - la legalità, le mafie e noi” realizzato, con il patrocinio del Consiglio regionale, dalla casa editrice Giunti in collaborazione con Libera di Don Luigi Ciotti.

Al termine gli studenti della prima B, orgogliosi di indossare le magliette bianche con le gli articoli della Costituzione italiana, scritti da loro stessi, hanno ricevuto il premio per aver vinto un bando Europeo sull’agricoltura.

Premiati dal presidente della Coldiretti Viterbo con una targa ricordo con la scritta: “Io sono per me e per il mio ambiente. E se non preservo l’ambiente non preservo me stesso”.

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