ANNO 16 n° 275
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Uscire dalla crisi
grazie al turismo
Settore trainante per Tuscia.
Danti: ''Numeri eccellenti''

di Lia Saraca

Secondo il rapporto 2011 sullo stato delle provincie del Lazio, realizzato dall’istituto di ricerca Eures e dall’Upi, unione provincie italiane, il settore turistico di Viterbo sta vivendo una lunga primavera. Dati interessanti che certificano un bilancio in crescita in controtendenza rispetto alle altre provincie del Lazio.

La Tuscia ha registrato un aumento del 58,4 per cento delle presenze e del 35 per cento degli arrivi. Certamente dati che influiscono in maniera rilevante sul turismo regionale che, nello stesso periodo, ha visto una percentuale in crescita del 7,4 per cento di presenze e dell’8,3 di arrivi. Incremento elevato anche per la provenienza nazionale con il 67 per cento in più delle presenze a fronte del 28,6 per cento per gli stranieri.

L'Assessore al Turismo della Provincia di Viterbo Andrea Danti come commenta questi preziosi dati che confermano la crescita del flusso turistico nella Tuscia?

Eravamo convinti di aver lavorato bene e di aver trovato il canale giusto per promuovere al meglio la nostra provincia, ma non ci aspettavamo l'entità di questi dati soprattutto se si considera il momento di crisi che si sta attraversando. Eccellenti e al di fuori delle più rosee aspettative, in controtendenza con le altre provincie della regione. A questo proposito intendo rivolgere un ringraziamento particolare a tutto lo staff dell’assessorato al turismo e agli operatori per il lavoro che stanno facendo con grande passione e professionalità.

Qual’è l’origine di questo ottimo risultato?

Abbiamo saputo razionalizzare le scelte e dovremo continuare a farlo. C’è stata una contrazione dei fondi a disposizione per il settore turismo, il 39 per cento, e quelli disponibili li abbiamo indirizzati in alcuni settori particolari. Mi preme sottolineare che il dato positivo registrato è in gran parte dovuto al bando dell'incoming che la provincia di Viterbo ha sviluppato. Il contributo, elargito ai gruppi di almeno 20 persone che pernottano nella Tuscia, ha facilitato l’ingresso dei turisti. 

Posso affermare che la crescita è costante in tutti i settori. Occorre aggiungere, poi, che nei dati forniti dall’Eures in collaborazione con l’Upi non compaiono quelli relativi agli agriturismi che fanno riferimento all'assessorato regionale dell'agricoltura e non hanno l'obbligo di trasferimento in altre sedi. I dati pubblicati, quindi, sono reali ma ancora sottodimensionati. L’assessorato chiede da tempo che la regione Lazio approvi una legge per il trasferimento dei dati alle provncie. Risultati per noi essenziali in quanto proprio gli agriturismi rappresentano circa il 50 per cento dell'intero comparto.

La Provincia ha svolto un’intensa attività promozionale, quali sono gli strumenti portanti messi in campo dal suo assessorato?

Abbiamo cercato di fare promozione del territorio al di fuori dei confini provinciali e regionali. In occasione della seconda edizione del Carnevale della Tuscia, per esempio, abbiamo puntato sulla promozione del territorio nelle provincie limitrofe e su Roma con una campagna completa di comunicazione. Proprio a Romna Cavalli, presenteremo l’Ippovia del Tufo, un tracciato di prestigio già percorribile. La manifestazione è realizzata in collaborazione con la regione Lazio, Toscana, Umbria, con le provincie di Viterbo, Grosseto, Terni e con 20 comuni.

Alla luce dei dati positivi la presenza della Provincia sul territorio ha ancora un valore determinante per lo sviluppo del territorio?

La presenza delle Province sul territorio è fondamentale. In primo luogo per il contatto diretto che si instaura tra l’amministratore e il cittadino, elemento prioritario. Poi perché con l’abolizione delle Province i costi aumentano. Mentre si risparmia sugli emolumenti del presidente e degli assessori quello degli impiegati lievita: potranno scegliere se dipendere dal comune o dalla regione e, tranne qualche eccezione, si calcola che il 99 per cento sceglieranno di dipendere dalla regione con la conseguente applicazione di un contratto superiore a quello provinciale. Proprio da una verifica dell’università Bocconi di Milano emerge che il costo delle provincie incide dell'1,5 per cento sul costo totale della politica, e con l’eliminazione l’incremento di spesa salirebbe al 5 per cento.

Assessore Danti torniamo al turismo. Quali sono le prospettive e le grandi sfide future?

Il turismo è un industria che è quella delle emozioni e nella Tuscia abbiamo emozioni da vendere. Occorrono pacchetti turistici importanti. Ci appartiene una peculiarità che nessun altra provincia possiede, tutte le forme di turismo in un raggio di poche decine di chilometri. Fatta eccezione di quello della montagna, possiamo spaziare in tutte le altre, da quello archeologico al culturale, dall’enogastonomico al termale, arrivando poi a quello religioso con i percorsi della via Francigena, Amerina e Teutonica.

Novità importanti in programma?

Nel 2012 pensiamo d'incremetare il bando dell'incoming che ha portato a questi ultimi risultati clamorosi. Pensiamo ad un ulteriore perfezionamento con la modifica dei parametri in modo da privilegiare gruppi numerosi. Inoltre vogliamo promuovere la Carta turistica della Tuscia. Provincia, Comune, Camera di Commercio con tutte le aziende a Marchio Tuscia e altre attività commerciali insieme per offrire convenzioni e sconti ai turisti. Importante sarà anche l'aggancio con la Sovraintendenza per le agevolazioni ai musei e ad altri luoghi d’interesse storico e culturale.

Uno dei settori in sviluppo è il turismo congressuale. La Tuscia per storia, arte e natura potrebbe offrire molto ai congressisti. Cosa ne pensa?

La provincia di Viterbo ha una delle più alte percentuali di fidelizzazione. Su cento turisti 42 ritornano, una percentuale molto alta. Il problema è che tanti non conoscono le peculiarità del nostro territorio. Tra Roma e Firenze c'è la Tuscia che offre eccellenze assolute e il nostro lavoro è quello di farla conoscere ancora di più. Stiamo valutando nuove forme, anche il turismo congressuale magari agganciato a quello termale per un’ulteriore sviluppo di questa nostra importante risorsa.




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