


MANZIANA - Una tragedia senza precedenti ha sconvolto la tranquillità del Bosco di Macchia Grande a Manziana, dove domenica mattina Paolo Pasqualini, caporeparto del supermercato Esselunga di Centocelle a Roma e studente presso l'Università degli Studi della Tuscia, è stato brutalmente sbranato e ucciso da tre rottweiler. La Procura di Civitavecchia ha prontamente ordinato un'autopsia sul corpo del 39enne per stabilire le ferite fatali.
Nel frattempo, i carabinieri della compagnia di Bracciano hanno condotto un'indagine approfondita, focalizzandosi sull'abitazione dei proprietari dei cani. Uno dei proprietari risulta essere residente nel quartiere Carmine a Viterbo. Si sta indagando sulla manutenzione della recinzione e sullo stato del cancello del terreno da cui i cani sono fuggiti.
La procura sta valutando la possibilità di contestare ai due proprietari, oltre all'accusa di omessa custodia, anche quella di omicidio colposo in concorso. I sospetti dei militari si concentrano sul fatto che i tre cani potrebbero essersi allontanati dalla proprietà anche in passato.
L'allarme è stato lanciato intorno alle 8:30, quando le urla di Pasqualini hanno attirato l'attenzione di un pastore della zona, il quale ha tentato coraggiosamente di intervenire ma senza successo. I cani sono stati successivamente narcotizzati e catturati dal personale veterinario, mentre si trovavano ancora nelle vicinanze del parco.
Le indagini hanno rivelato che i rottweiler risultano registrati all'anagrafe canina e intestati al residente di Viterbo, 43 anni, il quale attualmente si trova sotto inchiesta insieme all'ex moglie di 40 anni. Gli animali sono stati posti in un ospedale veterinario sotto sequestro sanitario per ulteriori valutazioni, compresa la possibilità di malattie come la rabbia.
Per l'avvocato Giancarlo Ascanio, difensore per i proprietari dei tre cani sono «innumerevoli e in taluni casi fantasiose le ricostruzioni» dei fatti avvenuti a Manziana. Ha sottolineato che i suoi clienti non sono ancora iscritti nel registro degli indagati. «Si è parlato di un allevamento clandestino sulla proprietà dei miei assistiti, nulla di più falso. - ha dichiarato ad Adkronos - La provenienza dei cani Arian, Aron e Apollo è certificata e gli stessi sono stati regolarmente registrati all’anagrafe canina e coperti da garanzia assicurativa per responsabilità civile, come previsto dalla legge. Non solo, vivono in casa con i figli della coppia, che hanno 11 e 13 anni e non hanno mai dato problemi». «Gli animali sono stati accolti in famiglia per compagnia e posti anche a guardia dell’abitazione che - precisa il legale - si trova in una zona particolarmente isolata. Infondata è anche la notizia secondo cui i cani sarebbero fuggiti dalla proprietà in conseguenza dell’accidentale apertura del cancello. Il cancello era in realtà chiuso, quando è avvenuto il fatto, e probabilmente c’é una falla nella recinzione dalla quale sono passati e dovrà essere accertato come si è provocato, considerato che la casa era regolarmente mantenuta». «La proprietaria dei tre molossi, che vive nell’abitazione insieme ai bambini, non si è resa conto di nulla, se non quando si è ritrovata i medici legale e la polizia intorno: è sconvolta. Così come l’ex marito che vive a Viterbo e non era presente al momento dei fatti, contattato quando è avvenuto il fatto. Entrambi sono profondamente addolorati da quanto accaduto, e intendono portare ai familiari della vittima il loro più profondo e sincero cordoglio. Quanto ai cani sono stati sedati e portati in un canile dove immagino li stiano periziando».