

Flavia Ludovisi
VITERBO - Ha passato la notte dormendo in macchina di fronte al Comune di Orte e continuerà a farlo finchè non avrà risposte. Protagonista della protesta, iniziata la due giorni fa, è Roberto De Angelis, 46 anni di Orte, disoccupato, separato dalla moglie e soprattutto senza un tetto.
Ha deciso che dormirà sotto il Comune nella speranza che il sindaco si accorga di lui e della sua necessità di ricevere una casa in cui vivere dignitosamente. Sul parabrezza dell’auto ha attaccato un cartello con scritto “costretto a vivere in macchina”, ma, per il momento, non ha ottenuto nulla se non gli sguardi dei curiosi.
E se De Angelis ha reagito con questa protesta radicale perché “tanto non ho più nulla da perdere”, il sindaco di Orte, Dino Primieri, dal canto suo, ritiene che questo sit in abbia sapore di ricatto, come a dire che non è la strada per andare in paradiso.
Prima faceva l’autista, poi l’operaio. Quattro anni fa circa ha perso il lavoro e la sua casa è stata venduta all’asta. E’ stato ospitato a casa di amici, prima a Orte Scalo, poi a Orte paese, poi a Vasanello, anche per tempi abbastanza lunghi, grazie al buon cuore degli amici che lo hanno aiutato, vista la sua situazione. Lo scorso anno aveva trovato un impiego in una pizzeria, ma poi a gennaio ha chiuso e si è trovato di nuovo in mezzo a una strada. I suoi figli, maggiorenni ma disoccupati, vivono a casa della madre, dalla quale De Angelis si è separato qualche anno fa.
“Sono stato in Comune tante volte, ho parlato anche con il sindaco che però ha sempre glissato, mi ha detto che l’assegnazione delle case popolari non dipende da lui ma dalla Commissione. Poi mi è stato detto che non ne costruiscono più, e invece so per certo che l’ultima (un casolare, tra l’altro pericolante, ndr) è stata assegnata a una persona che ha un’attività, un sostentamento che gli permetterebbe anche di affittarne una, mentre io continuo a vivere di stenti, senza neanche avere la sicurezza di mangiare una volta al giorno. E so per certo, ancora, che ci sono due abitazioni che stanno per essere assegnate a persone sicuramente più agiate di me”.
“Protestare – conclude De Angelis – è un mio diritto come cittadino, tanto non ho più niente da perdere”.
Il sindaco Primieri, invece, è di tutt’altro avviso in merito alla questione case popolari. “Innanzitutto – spiega il primo cittadino di Orte – c’è da dire che il comportamento del signor De Angelis sa di ricatto e, su una questione così delicata come quella dell’assegnazione delle case popolari, a maggior ragione in questo periodo di crisi, è fuori luogo oltre che esasperato. Ricevo ogni giorno decine di persone che hanno bisogno di un tetto e gestire tutte le richieste non è impresa semplice”.
“Sono favorevole alle manifestazioni per far valere i propri diritti, ma se c’è una cosa che non tollero è l’arma del ricatto che, in questo caso,di certo non aiuterà la posizione di De Angelis. E non sono vere neanche le sue dichiarazioni sulle case già assegnate e da assegnare. Il casolare è stato affidato, è vero, ma a una signora che pur percependo la pensione, è vedova e con un figlio disabile a carico.
Devo riunirmi con la Commissione a breve per assegnare un’altra casa a disposizione e scegliere il destinatario e, a fronte delle numerose domande, è complicato. Oltre a De Angelis ci sono altri due o tre casi in condizioni analoghe, magari anche con i figli piccoli a carico. Non è escluso che questa volta sia affidata a lui, ma questo sit in che ha organizzato certo non depone a suo favore. Far sentire la propria voce va bene, ma con forme civili”.