ANNO 16 n° 270
Un’ora gratis non basta: polemiche sulla sosta a Viterbo
In arrivo i ticket per chi fa shopping in centro, ma i cittadini lamentano tariffe eccessive e mancanza di parcheggi a lungo termine

VITERBO – È stata annunciata in questi giorni l’iniziativa dell’amministrazione comunale che prevede l’introduzione di ticket per un’ora di sosta gratuita presso il parcheggio del Sacrario, destinata a chi effettua acquisti nel centro storico. La misura, inserita nell'assestamento di bilancio 2025 con uno stanziamento di 80.000 euro, prevede che i biglietti gratuiti vengano distribuiti direttamente dai commercianti aderenti, che li consegneranno ai clienti al momento dell'acquisto.

Tuttavia, questa iniziativa si scontra con un problema che viene considerato più ampio e strutturale: il caos della sosta pubblica a Viterbo.

Sui social, in particolare su una pagina Facebook 'Viterbo centro storico e mobilità urbana', è emersa l’esperienza amara di un cittadino di passaggio, che ha lasciato l’auto nel parcheggio del Sacrario per quattro giorni, dal 19 al 24 settembre, pagando una somma totale di 80 euro. Una spesa considerata eccessiva, soprattutto considerando che il parcheggio è centrale, ma scoperto e non custodito.

La critica non è passata inosservata: 'Non verrò più a Viterbo. Preferisco lasciare l’auto a Fiumicino e fare shopping a Londra: mi costa meno!' ha affermato l’utente, sottolineando come il sistema dei parcheggi sia percepito come iniquo.

Da un lato, alcune aree sono pesantemente tassate, dall’altro, intere zone della città sembrano abbandonate al disordine, tra sosta selvaggia e mancanza di controllo.

Alla base del problema c’è anche una carenza infrastrutturale, mancano parcheggi a lunga sosta destinati anche a chi soggiorna nelle strutture ricettive, e l’unica alternativa, ovvero il parcheggio del Sacrario, risulta incompatibile soprattutto in un'ottica di lunga sosta.

Nel frattempo, i turisti, trovandosi privi di alternative, finiscono spesso per occupare i pochi posti a strisce bianche disponibili in centro, pensati per il ricambio veloce e per il servizio a negozi e abitazioni.

A complicare ulteriormente la situazione è il dato del parco auto: Viterbo ha un tasso elevato con circa 78 auto ogni 100 abitanti. Questo rende difficile trovare soluzioni efficaci e durature al problema della sosta.

Il nodo è anche culturale: manca ancora una vera apertura verso forme di mobilità dolce, che riducano la dipendenza dall’auto privata. Una transizione che non può essere lasciata solo alla buona volontà dei cittadini, ma che deve essere sostenuta da politiche pubbliche coraggiose e da infrastrutture adeguate.




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