


Di Massimiliano Morelli
Da una parte c’è lo sport che corre troppo in fretta, se è vero che si sta già lavorando per l’Olimpiade del 2032 e che dovrebbe disputarsi a Brisbane, in Australia. Dall’altra c’è lo sport che annoia, basti pensare a quel che ci è stato propinato in questi giorni dalla tv nazionalpopolare, con show di dubbio gusto realizzati in stile televisione privata anni Ottanta. Così, fra le tante e pure troppe “chicche tanto smielate quanto inutili” offerte in pasto a una platea che accetta passivamente “di tutto e di più” (e la similitudine con l‘arcinoto spot della tv di Stato non è puramente casuale) siamo venuti a sapere che i calciatori giocano con la playstation e hanno pure fra i giochi preferiti gli “sparatutto”, che andranno in vacanza qui e la, che sognano la pace nel mondo e che mai hanno tradito le proprie dolci metà. Peccato sia mancata la base dell’informazione, l’abc, quello scatto in avanti che il pubblico meriterebbe, se non altro perché oltre a pagare il canone subisce quintalate di spot pubblicitari. Una proviamo a regalarvela da queste righe, ed è la presenza di una donna a bordo campo, una rappresentante del “gentil sesso” che ricoprirà il ruolo di “quarto uomo” nel match di questa sera, Italia-Turchia. Si, è vero, già altre signore hanno ricoperto quel ruolo. Ma farlo al cospetto della rappresentativa calcistica di un Paese dove le donne non vengono certo portate su un vassoio d’oro rappresenta senza ombra di dubbio un buon inizio per l’Europeo di calcio.