

VITERBO – (An. Ar.) Di padre in figlio, Unindustria va avanti. E in un momento delicato come questo (leggi: crisi e tutte le sue implicazioni) si affida ai giovani, per rilanciare l’azione, nella speranza che l’uscita dal tunnel sia più vicino di quanto non dicano le stime e i cervelloni. Così la sezione provinciale della Confindustria celebra il passaggio delle consegne della carica operativa forse più importante, quella di direttore generale. Ed è una staffetta in famiglia, tra l’uscente Antonio Delli Iaconi (il papà) e l’entrante David Delli Iaconi (il figlio).
A introdurre e a spiegare il cambiamento ci pensa il presidente Domenico Merlani, che fugge subito ogni malizia sull’avvicendamento: “Abbiamo lavorato molto, negli ultimi tempi, per preparare questa successione, per garantire una successione degna alla nostra struttura. Abbiamo fatto un’attenta valutazione tra i giovani già all’interno di Unindustria, tutte persone di grandi qualità che andavano premiate e messe al servizio del nostro sistema. Da questo processo è uscito fuori il nome di David Delli Iaconi, che soddisfa sia l’aspetto dell’età anagrafica, e del relativo entusiasmo e voglia di fare, sia quello della provenienza, visto che è un viterbese e che dunque conosce questo territorio”.
Già, David Delli Iaconi. Classe 1977, sposato con una collega (galeotto fu un corso confindustriale…), uscito fuori da quella fucina della classe dirigente che si chiama liceo classico Buratti, prima di spiccare il volo verso la capitale, dove si è laureato in Giurisprudenza a Tor Vergata (tesi sul diritto del lavoro), prima di approdare a viale dell’Astronomia. “Dove sono rimasto per dieci anni, occupandomi di materia sindacale e partecipando alle maggiori trattative tra aziende e lavoratori, dalla Telecom alla Rai a Finmeccanica. Da lunedì inizio una nuova sfida qui a Viterbo, nella mia città, con tanto entusiasmo e con la certezza di poter fare un buon lavoro insieme al presidente Merlani”.
Seduto due poltrone più in là, ecco il padre Tonino che sorride sornione. Domani, venerdì, sarebbe il suo ultimo giorno in carica in un ruolo che ha occupato per tanti anni. La cosa un po’ lo spaventa: “Perché trovo difficile identificarmi con la figura del pensionato – spiega – In ogni caso cercherò di non ingombrare e non essere di peso per mio figlio, mentre il mio rapporto col presidente Merlani va oltre quello lavorativo, e continueremo a vederci. Troverò qualcosa da fare, è sicuro, magari tutte quello a cui ho rinunciato in questi anni pieni di impegni”.
Ancora Delli Iaconi il giovane, per un antipasto di quello che farà: “Ho già incontrato alcuni rappresentanti istituzionali, dal prefetto al presidente della Camera di commercio, al sindaco. Già per settembre convocheremo le nostre aziende del territorio per fissare le linee guida. Un buon punto di partenza può essere quello della smart city, progetto interessante che può far crescere questo territorio nei trasporti, nell’edilizia e nel risparmio energetico. I paragoni con mio padre? Tutti mi dicono che sarà difficile sostituirlo, io la vedo come una sfida”.