

ORTE - Nei giorni scorsi è stato siglato l'accordo quadro tra Unicoop Etruria e le organizzazioni sindacali Cgil Filcams, Fisascat Cisl e UilTucs sulla seconda fase del Piano industriale 2025–2027 . Il confronto si era reso necessario in previsione di una riorganizzazione capillare delle reti di vendita annunciata da Unicoop in cui si paventava la chiusura o la cessione di numerosi supermercati tra Toscana, Umbria e Lazio, tra cui anche la sede Superconti di Orte, dove vi lavorano attualmente 8 persone. Per mesi i dipendenti hanno vissuto nell’incertezza e a dicembre hanno proclamato uno sciopero generale su tutto il territorio. Poi l'avvio delle trattative, culminate con l'accordo quadro.
“Il confronto coi sindacati è stato portato avanti con correttezza e spirito costruttivo da entrambe le parti - ha annunciato in una nota Gianni Tarozzi, presidente del consiglio di gestione di Unicoop Etruria -. Sarà garantita la massima tutela occupazionale con la previsione che la cessione dei 24 supermercati avvenga in uno scenario atto a garantire la continuità occupazionale. Nel biennio 2026-2027 sono previste inoltre ristrutturazioni profonde in 18 supermercati in Toscana e nel Lazio e l’apertura di 3 nuovi punti vendita in Umbria, a Terni, Gubbio e Norcia'.
Maggiore incisività è stata espressa dai sindacati soprattutto in alcuni passaggi cruciali sulla tutela occupazionale e sul piano degli incentivi per eventuali uscite volontarie.
Sul punto vendita di Orte, l'unico in tutta la provincia di Viterbo, i sindacati dovranno in futuro, a livello territoriale, stilare un accordo su una possibile cessione, mentre nell'accordo quadro nazionale è stato stabilito che le procedure di consultazione sindacale dovranno essere avviate con 45 giorni di anticipo, per consentire confronti più approfonditi; potranno essere individuati esclusivamente compratori strutturati del settore, che applicano i contratti collettivi nazionali del commercio sottoscritti da Filcams, Fisascat e Uiltucs; si concentreranno le cessioni sul minor numero possibile di compratori, per evitare eccessiva frammentazione dei negozi ceduti e i potenziali compratori dovranno presentare ai sindacati un piano industriale che indichi chiaramente le prospettive occupazionali e commerciali e l’eventuale intenzione di affidare a terzi i punti vendita in acquisizione. Nel caso in cui non si individuassero compratori idonei sarà avviato un confronto per gestire le conseguenze occupazionali, garantendo la possibilità di esodo incentivato o ricollocazioni, alle stesse condizioni stabilite per le sedi.