ANNO 16 n° 272
Una svastica
sulla Torre dei Capocci
L'edificio medievale a Roma appartenuto alla nobile famiglia viterbese

ROMA – Imbrattata la Torre dei Capocci. E il fatto – già grave di per sé perché si parla di un edificio medievale, dal grande valore storico e architettonico – assume toni ancora peggiori visto che il graffito che ha insozzato la base della struttura è una svastica, tracciata con lo spray. Proprio in questi giorni dedicati alla memoria dell’olocausto. La denuncia è arrivata dalla consigliera del I Municipio Nathalie Naim.

Pur trovandosi a Roma, tra il quartiere Monti e l’Esquilino, la torre, alta 36 metri, ha a che fare anche con la storia della città di Viterbo. E lo si intuisce perfettamente dal nome. Costruita nel Medievo dalla famiglia degli Arcioni, infatti, passò poi tra le proprietà della nobile famiglia viterbese dei Capocci. Che la trasformarono nel cuore di una cittadella fortificata, formata da diversi edifici (ora distrutti). Il più illustre dei Capocci fu Raniero, nominato cardinale da Papa Innocenzo III e nato a Viterbo alla fine del 12esimo secolo.




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