

di Andrea Arena
VITERBO - E il risotto? Il risotto com’era? ''Mah, più scenografia che sostanza culinaria. Ma guardi che mica eravamo lì per mangiare''. Giulio Marini ci scherza su, sul già mitologico ''risotto al salto sormontato da mozzarella di bufala con fiocchetti d'asparagi, lardo di colonnata e pachino'', piatto forte della cena di finanziamento di Forza Italia a Roma. Una cena a pagamento, mille euro a cranio per cinquecento commensali paganti, che oltre a rimpinguare le casse del partito, ha avuto anche un altro effetto politico mica male: il definitivo sdoganamento del risotto, piatto fino a ieri legato all'immaginario collettivo della sinistra, vedi D’Alema che lo spignattava in diretta tivù a Porta a Porta.
C'era anche Marini, l’altra sera nella superba cornice della Casina di Macchia Madama, a Monte Mario, zona alta di Roma e non soltanto sul livello del mare: ''Un parco splendido, una vista meravigliosa sulla Capitale e sullo stadio Olimpico'', racconta l’ex sindaco, accompagnato dagli inseparabili Claudio Ubertini e Andrea Marcosano, unici altri viterbesi presenti insieme anche ad un altro big del partito, Francesco Battistoni. Insomma: la Tuscia ha contribuito alla causa con 4mila euro spicci.
La cena è stato un successo, perché cinquecento paganti (''Anche di più'', dice Marini) vogliono dire cinquecentomila euro cash per Forza Italia, alla caccia di finanziamenti dopo l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (dal 2017) e la conseguente necessità di reperire fondi attraverso altre strade. ''Questo è un sistema trasparente – conferma l’ex sindaco – tant'è che abbiamo ricevuta e tutto. Così come può essere utile il finanziamento dei privati, dalle piccole quote dei simpatizzanti alle grosse somme di aziende, purché tutto sia fatto alla luce del sole e documentato. Non c'è niente di male nel creare reti e comunione di intenti, e anzi secondo me così si potrebbero evitare tanti scandali di corruzione''. Ogni riferimento alle ultime faccende milanesi (Expo) e veneziane (Mose) non è puramente casuale.
Ma torniamo alla cena. Non si pagano mica mille euro per un risotto, dice giustamente Marini. E infatti c'era anche la musica, con la Mazatolf band che, con i suo ritmi swing ha rimpiazzato per una volta le lagne di Apicella. E soprattutto c'era lui, Silvio Berlusconi, accompagnato da una Francesca Pascale di bianco vestita. ''Il presidente era in formissima. Ha parlato per oltre mezz'ora – ricorda Marini – Ha stretto centinaia di mano, ha scherzato con tutti. Ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la star è ancora lui. Alla sua età, non ce n’è per nessuno''. Già, l’età: il Bandolero stanco ha chiesto a Silvio di posare per una foto ricordo. ''Gli ho chiesto se potevamo ripetere uno scatto che avevamo fatto 17 anni fa, nella stessa posa. Così, gli ho detto, vediamo quanto sono invecchiato. E lui ha riposto pronto: ma guarda che sono invecchiato anche io… Ecco la foto, peccato che il fotografo non fosse all’altezza''. Per la cronaca: dietro l’obiettivo c’era Andrea Marcosano, uno che, per la cronaca, ha un cane identico spiccicato a Dudù (ma il suo si chiama Stellina).
''E’ stata una bella serata – prosegue l’ex sindaco e deputato, fondatore di Forza Italia nella Tuscia –, c'era la storia del partito, con tutti i vertici romani presenti ma anche con i fedelissimi di Berlusconi, come la senatrice Maria Rosaria Rossi, Renata Polverini, Maurizio Gasparri e altri. C’erano anche molti esponenti dell’imprenditoria. E l’attore Andrea Roncato''. L’interprete di pellicole indimenticabili come Mezzo destro e mezzo sinistro e Rimini, Rimini.
Dopo il discorso (''Voi siete gli azionisti della libertà. Siamo antagonisti di Renzi, e dobbiamo ricompattarci in un’unica entità''), Berlusconi ha dovuto salutare tutti e, per le 22.30, riprendere la via di casa. ''Per le note vicende'', annota con un po' di amarezza Marini. E forse l’unica cosa che è cambiata, in tutti questi anni, è proprio questa.