ANNO 16 n° 273
''Una scuola paralizzata dagli Invalsi''
Senza pc e connessione a internet: l'odissea per le prove di terza media
all'istituto comprensivo ''Ruffini''. Parla il dirigente scolastico Rosaria Faina

di Irene Minella

VALENTANO – ''Un’intera scuola paralizzata dalle nuove prove Invalsi''. Così il dirigente scolastico, dottoressa Rosaria Faina dell’istituto comprensivo ''Paolo Ruffini'' di Valentano e delle sedi distaccate di Ischia di Castro e Marta, sintetizza l’odissea che la sua scuola sta vivendo per garantire ai ragazzi di terza media lo svolgimento delle prove Invalsi. Si tratta di test su tre materie (italiano, matematica e inglese) che da quest’anno gli studenti devono sostenere obbligatoriamente dal 4 aprile tramite pc, e non più in forma cartacea, per ottenere l’accesso all’esame. Ma senza laboratori informatici adeguati e soprattutto senza una connessione internet stabile eseguire le prove Invalsi ''è un vero salto nel buio''.

''Siamo venuti a conoscenza delle nuove disposizioni ministeriali solo ad inizio anno – spiega la preside Faina a Viterbonews24 -, ma per quanto ci riguardava era già troppo tardi. Nei tre plessi del 'Ruffini', dove in totale vi sono 5 classi di terza media, solo Valentano era dotato di un laboratorio informatico. È iniziata quindi immediatamente la corsa per fornire Marta e Ischia di Castro dei pc per svolgere la prova. Il budget annuale scolastico limitato ci ha consentito di acquistare all’inizio solo 10 computer, ma grazie alla donazione di un benefattore privato di Marta siamo riusciti ad allestire, partendo da zero, i laboratori informatici''.

''Intorno alla fine di gennaio, inizi febbraio, pensavamo di aver risolto gran parte dei nostri problemi. In realtà eravamo solo all’inizio''. Già, perché ogni laboratorio ha bisogno di una connessione internet a parte, rispetto a quella installata negli edifici scolastici, che possa garantire il funzionamento simultaneo on-line di una ventina di computer. Perciò è stato necessario dotare ogni laboratorio di un’utenza diversa, in base al gestore mobile utilizzato nelle sedi amministrative dei Comuni di appartenenza.

''Ma questo tipo di connessione non è per nulla stabile, va e viene più volte anche durante una stessa giornata – precisa il dirigente scolastico – e potrebbe accadere anche mentre le prove Invalsi si stanno svolgendo recando un grosso danno agli studenti. Sia a Valentano che a Marta abbiamo dunque richiesto l’aumento dei mega, ma non riusciamo ad andare oltre ai 13-14 mega effettivi a laboratorio. Una potenza di connessione comunque inadeguata. A Ischia di Castro c’è la situazione peggiore: abbiamo scoperto che l’utenza non è capace di superare i 4 mega. Ora stiamo valutando se far sostenere le prove Invalsi ai ragazzi in una sede differente''.

''La soluzione? Dividere le classi, di per sé già non numerose, in piccoli gruppi da 5/6 alunni ed impiegare molte più giornate del previsto per lo svolgimento delle prove Invalsi – aggiunge -. Questo va a discapito della didattica generale di tutta la scuola e quindi anche delle altre classi che si trovano a dover fare i conti con le assenze dei docenti e il cambio degli orari. È vero che le prove potrebbero essere eseguite il pomeriggio ma i professori dovrebbero lavorare fuori dall’orario standard previsto nel loro contratto''.

La scuola di Valentano non è l’unica a vivere questa odissea. Tantissimi istituti italiani infatti, non sono attrezzati per questo tipo di prova e stanno faticando per garantire gli Invalsi ai propri studenti. ''Ma non si poteva evitare tutto questo? Non si poteva, per il primo anno, avviare una sperimentazione limitata ad una sola disciplina ad esempio? – si chiede perplessa la dottoressa Faina – Invece le cose si sono pure complicate con l’aggiunta del test per la materia inglese che in passato non era prevista''.

''Queste prove Invalsi saranno un salto nel buio. La peggiore delle ipotesi è che la connessione non regga durante lo svolgimento delle prove – conclude il dirigente scolastico Rosaria Faina –. Se succedesse i risultati dei test risulterebbero incompleti e i ragazzi verrebbero fortemente penalizzati. Non stiamo affatto tranquilli, ma non ci resta che aspettare e vedere come andranno le prime giornate di prove. La responsabilità sulle mie spalle è davvero grande''.




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