ANNO 16 n° 272
Una panchina rossa contro la guerra di genere
Un’attivista di Capodimonte ha scelto di mettere questo simbolo per protestare contro la violenza sulle donne

CAPODIMONTE – Sono tanti i simboli contro la violenza sulle donne posizionati nelle varie città italiane. Nell’ultimo giorno di Gennaio, anche Capodimonte rientra tra queste, con la comparsa di una panchina rossa in via G. Marconi.

A realizzarla è stata una donna che combatte in solitaria contro la violenza di genere, quella violenza così viscida e sottile che sembra non avere mai fine.

“Bisogna ricordare alle persone che non possono fare o dire tutto quello che vogliono - dichiara l’attivista - la violenza ha molte facce e può essere sia verbale che fisica. La panchina era già presente nel locale con le mie figlie abbiamo deciso di colorarla e metterla fuori. E' un bar tutto al femminile.” Le lavoratrici della ristorazione, quindi, non solo devono fronteggiare la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria, ma devono combattere anche questa guerra: “ogni giorno noi donne - continua - che lavoriamo al pubblico dobbiamo uscire di casa con l’armatura. Sì, perché noi non andiamo al lavoro, andiamo in guerra. Dobbiamo difenderci dalle continue e ripetute molestie, dobbiamo lavorare con la paura di rimanere sole nei locali ed essere prede. Tutti vedono, tutti sanno e tutti fanno finta di niente.”

Come lei sono tante le donne che stanno lottando per il diritto di vivere, lavorare e camminare per strada in maniera sicura. Sono tante, troppe le donne che hanno subito varie forme di aggressione e nessuna dovrebbe essere lasciata sola a combattere questa battaglia. I centri antiviolenza sono sempre attivi per aiutare le vittime, ma la cultura della violenza, che sembra ben radicata nel nostro Paese, sembra non avere fine.




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