ANNO 16 n° 274
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''Una cittą senza cultura non ha futuro''
600 partecipanti alla manifestazione del comitato ''Cinema Trieste aperto''

di Domenico Savino

VITERBO – ''Una città senza cultura è una città senza futuro''. Con questo slogan è partito da piazza Adolfo (quartiere ellera di Viterbo) il ''Funerale della cultura'', la manifestazione ideata dal comitato ''Cinema Trieste aperto – Spazi alla cultura''.

Il percorso della manifestazione ha toccato tutti i luoghi di Viterbo in cui in passato si è prodotta cultura e che ora per diverse motivazioni sono chiusi: sono stati citati gli altri cinema ora non più aperti al pubblico (Azzurro, Lux, Metropolitan), il teatro San Leonardo,  il cinema teatro ''Genio''. La lunga marcia funebre è passata per piazza del Plebiscito ed è sceso anche il sindaco Marini che nei giorni scorsi si aveva parlato di vitalità della cultura viterbese.

Proprio nel cuore della città i partecipanti hanno inscenato un flash mob: tutti giù per terra mentre suona una sirena che indica pericolo. Il corteo ha poi attraversato Corso Italia per terminare di fronte al teatro dell’Unione, simbolo della chiusura degli spazi culturali.

La processione funebre si è ingrossata con il passare del tempo: 600 i partecipanti in rappresentanza delle oltre cinquanta associazioni (Camerata polifonica viterbese, compagnia teatro popolare ''P. Liuzzi'' di Caprarola, compagnia teatrale ''I giovani'', per citarne alcune) che hanno aderito facendo sentire la vicinanza agli ideatori di questa camminata che celebra un vero e proprio lutto. Ma anche tante famiglie, tanti bimbi. Comune denominatore il colore nero, simbolo della tristezza che porta la mancanza di qualcosa a cui si tiene molto.

Come hanno più volte affermato i componenti del comitato spontaneo contro la chiusura del cinema Trieste, l’obiettivo è della manifestazione è ''sensibilizzare l’opinione pubblica non solo sulla chiusura del Trieste, ma sulla mancanza di luoghi culturali a Viterbo. L’importanza del teatro non sta solo nella produzione di spettacolo, ma nella qualità degli stessi, nella forza che il teatro possiede di aggregazione e socializzazione. Vorremmo che da quest’inverno della cultura che stiamo vivendo si possa passare ad una primavera in cui posano fiorire tutti gli spazi e i luoghi culturali''.

Tra i tanti che hanno partecipato anche Laura in rappresentanza dei ragazzi che stano occupando il teatro ''Valle'' di Roma: ''Questo corteo funebre dà a noi che occupiamo il Valle la forza di andare avanti – ha detto -  sono dieci mesi che siamo dentro, ma mai come in questi momenti siamo vicini a tutte quelle realtà che combattono per il bene comune. Il teatro è una piazza di incontro e di scambio di relazioni. Prendiamoci in mano la nostra vita – ha concluso – immaginare un futuro diverso non è impossibile''.

La fame di cultura e sapere è stata saziata da tanti cittadini comuni che hanno seguito la manifestazione e che si avvicinavano agli organizzatori per chiedere i motivi della scelta di celebrare il funerale. 

Grande commozione alla fine quando ha parlato Elda Martinelli dell'associazione ''Teatro di carta'' che all'interno del Trieste svolgeva la sua attività: ha ringraziato tutti i ragazzi e i genitori che ''in questi venti anni hanno permesso che crscesse e si sviluppasse la grande esperienza del Teatro di carta''.

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