ANNO 16 n° 275
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Un silenzioso corteo
per Paolo Borsellino
Fiaccolata di FdI per il giudice barbaramente ucciso dalla mafia

VITERBO – (d.s.) Una fiaccolata per ricordare Paolo Borsellino, il giudice che indagava sulla mafia barbaramente ucciso ventuno anni fa a Palermo in via d’Amelio. I Fratelli d’Italia viterbesi hanno voluto così commemorare nel giorno del ventunesimo anniversario della morte il giudice siciliano, che insieme a Giovanni Falcone è stato vittima di Cosa Nostra. Militanti e cittadini comuni hanno acceso la loro fiaccola e hanno attraversato le vie di Viterbo partendo da piazza Martiri d’Ungheria passando per via Marconi, piazza del Teatro, via del Corso, piazza delle Erbe, via Roma, via San Lorenzo, piazza della Morte, piazza San Lorenzo dove c’era un lungo stendardo tricolore.

Alla testa del corteo quattro ragazzi tenevano lo striscione con la scritta “Paolo vive”.  Tutti uniti dal senso della legalità e della lotta contro tutte le mafie, uno dei cavalli di battaglia di Fratelli d'Italia. E alla partenza del silenzioso corteo c’erano il portavoce Paolo Bianchini, Mauro, Rotelli, i consiglieri comunali Grancini e Buzzi insieme ai militanti. Il corteo si è fermato in tre occasioni e sono stati lette alcune frasi e alcuni discorsi significativi della lotta alla mafia di Paolo Borsellino una lotta culturale oltre che giuridica: “La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata)  - diceva Borsellino - non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Non è la prima volta che si sviluppa una manifestazione del genere: a cinque anni dall’attentato, che costò la vita agli uomini della scorta di Borsellino, Azione Giovani organizzò una manifestazione molto simile nel segno della legalità e nel solco delle parole e dei gesti di un uomo che ha sacrificato la propria vita per servire l’Italia. 

“Ci sembra giusto ricordare il giudice Paolo Borsellino nel primo anno di vita di Fratelli d’Italia – dice Paolo Bianchini – per i valori e per gli insegnamenti che ci ha lasciato. Il sacrificio estremo nella sua lotta contro la mafia deve essere di insegnamento per tutti quanti. Come Fratelli d’Italia ci tenevamo tantissimo a questa manifestazione perché è un modo per ricordare un uomo che condivideva dei valori vicini ai nostri”.

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