ANNO 16 n° 275
''Un pasticcio di dimensioni colossali''
Viterbo prende Rieti e resta capoluogo; Meroi duro sul riordino delle province oggi a UnoMattina

VITERBO – Un pasticcio di dimensioni colossali. Firmato Marcello Meroi.

Il presidente della Provincia di Viterbo scende in trincea per prendere a cannonate il decreto legge del Consiglio dei ministri sul riordino delle province che scenderanno da 86 (a statuto ordinario) a 51.

Riordino che, secondo Meroi, è, nell’ordine: “”ridicolo, approssimativo, un flop e, soprattutto, negativo perché sarà pagato dai cittadini e dai territori””.

Senza considerare che, sempre per il presidente di Palazzo Gentili, il Consiglio dei ministri ha lanciato il sasso e nascosto la mano “rimandando di fatto tutto al prossimo governo”.

Un giudizio duro che stamattina alle 7.10, Meroi ripeterà in diretta a Saxa Rubra davanti alle telecamere di UnoMattina.

“”Un processo irreversibile”” – così definisce il governo il riordino delle Province varato ieri. Un processo secondo il quale da gennaio decadranno tutte le giunte provinciali, con il presidente che rimarrà in carica potendo delegare un massimo di tre consiglieri per traghettare l’ente fino al 1° gennaio 2014, quando cioè la riforma entrerà a regime.

Non è previsto invece, almeno nella situazione di Viterbo, alcun commissariamento. Novembre 2013 è la data indicata per le elezioni, ma sull’indicazione data a suo tempo dal governo, che individuava nei Comuni i “”grandi elettori”” a cui spetta decidere i vertici delle nuove Province, bisognerà vedere se la Corte costituzionale la penserà come l’Upi (Unione province italiane) che invece crede che l’elezione spetta ai cittadini .

La logica introdotta dalla spending review inciderà anche sulle competenze dei nuovi enti, che si dovranno comunque occupare di strade e scuole (edilizia scolastica). Dopo aver enunciato che la situazione delle Province a statuto speciale verrà esaminata in un secondo momento, il decreto del governo stabilisce che anche le aree metropolitane entreranno in vigore dal 1° gennaio 2014.

Alla Provincia di Viterbo si accorperà quella di Rieti, con Viterbo capoluogo del nuovo ente. Ciò comporterà anche un riordino di istituzioni, uffici e strutture, che al momento sono presenti nelle due Province: prefetture, uffici pubblici, comandi provinciali delle forze dell’ordine, questure. Ma su questo versante, con Viterbo che resterà comunque capoluogo, la Tuscia non dovrebbe correre il rischio di vedere smantellati i servizi.

Ma anche sull’accorpamento con Rieti, Meroi ha qualcosa da dire: “”L’accorpamento dei territori è stato fatto a tavolino, senza consultare nessuno né tantomeno, come sarebbe stato doveroso, i cittadini. Ne è uscito un pasticcio senza capo né coda che ci porterà problemi colossali. Pensate – incalza – che da gennaio quello che oggi facciamo con otto assessori lo dovrà fare soltanto il presidente””. Un disastro.

“”Volevano piantare una bandierina – continua sferzante Meroi – e così hanno fatto. Ma è una bandierina già sgangherata. In ogni caso in questi giorni mi vedrò con Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti, ci metteremo subito a tavolino e inizieremo a ragionare sul da farsi””. Gennaio è dietro l’angolo.

Questa la nuova mappa delle Province italiane:

- Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli

- Liguria: Imperia-Savona, Genova, La Spezia

- Lombardia: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia

- Veneto: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia

- Emilia Romagna: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini

- Toscana: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno

- Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno

- Umbria: Perugia-Terni.

- Lazio: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone

- Abruzzo: L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti

- Molise: Campobasso-Isernia

- Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno.

- Puglia: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce.

- Basilicata: Potenza-Matera.

- Calabria: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.




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