

Scrivere un libro da dedicare a un figlio potrebbe anche risultare piacevole, se solo quel figlio non fosse passato a miglior vita tre anni fa, proprio di questi tempi. Massimiliano Morelli, giornalista romano, uno che è abituato a scriver biografie, s’è ritrovato a scrivere “In Cammino con Emiliano”, edito da Arancia Publishing, casa editrice piemontese, il cui editore è rimasto colpito dalla storia di un ragazzone di ventitrè anni e mezzo, stroncato da un attacco cardiaco in una tiepida mattina di aprile, poco dopo aver detto al padre “scendo al bancomat, ci vediamo tra poco”. Ecco, Emiliano Morelli, videomaker e allenatore di una squadra di calcio, uno che parlava l’inglese manco fosse nato a Liverpool, la città nella quale sarebbe voluto andare a vivere, era un “armadio”, uno di quei figli degli anni Novanta cresciuti a pasta e fagioli e playstation, voglia di studiare e soprattutto di riscattare la generazione precedente, quella di genitori in stile “voglio ma non posso”. E il libro scritto dal padre racconta proprio la storia di questo giovanotto di belle speranze, uno di quelli che qualsiasi madre vedrebbe al fianco della propria figlia. E, l’autore, intreccia frammenti di vita con i passi del Cammino verso Santiago di Compostela, tragitto che i due avrebbero dovuto affrontare fianco a fianco, così come s’erano promessi poco prima che il ragazzo stramazzasse al suolo, davanti a quel maledetto bancomat. Massimiliano ha percorso duecentosettanta chilometri, tragitto da Porto a Santiago, roba impossibile per uno come lui, abituato a prendere la macchina pure per andarsi a prendere un caffè al bar. Il libro (120 pagine, 14 euro) è un racconto d’amore che descrive il rapporto endemico che si instaura fra padre e figlio, fra complicità e risate, lavoro di coppia e sfottò generazionale, sfide e paternali; e qui viene da sorridere perché la predica la riceveva più il padre dal figlio che il “pargolo” dal genitore. “In Cammino con Emiliano” è l’amarcord della vita che dura un attimo, è il cercare di fermare quel tempo corre veloce, e non riesce a dare scampo.