

VITERBO - (b.m.) Due spettacoli in uno: la PFM sul palco e i giovani, tanti giovani, dell’età che i loro genitori avevano quando la band iniziò a sfornare (il verbo non è casuale trattandosi della Premiata Forneria Marconi) i primi straordinari brani rock progressive. Un po’ più indietro, con capelli bianchi e pancetta, i loro padri e le loro madri. Tutti entusiasti della tempesta perfetta di musica con cui Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Patrick Djivas li hanno travolti per quasi due ore e mezza filate.
Erano più di duemila, ieri sera, in piazza San Lorenzo, ad assistere al concerto della PFM, inserito nel cartellone del Tuscia Operafestival. Uno spettacolo suddiviso in tre parti. La prima dedicata ai tour compiti nel 1978-79 con Fabrizio De Andre. Dodici famosissime canzoni-poesia delle quali la PFM esegui i nuovi arrangiamenti che, da allora, sono diventati quelli “autentici”. Poi i “pezzi” più straordinari de “La buona novella”, il capolavoro assoluto di De André, anche in questo caso con gli arrangiamenti firmati dalla PFM nel 2009, in occasione del decimo anniversario della morte di Faber, e pubblicati in un Lp l’anno successivo.
Infine un “tuffo” nella storia del rock con alcuni brani che hanno fatto epoca: “La luna nuova”, “Maestro della voce” scritto da Di Cioccio in omaggio all’amico Demetrio Stratos, introdotto da un assolo di Djivas da pelle d’oca, e “La carrozza di Hans”.
Il pubblico è andato letteralmente in visibilio quando, dopo uno scatenato “Il pescatore”, la PFM è tornata sul palco per i bis, sparando a tutti decibel “Impressioni di Settembre” ed “E’ Festa”. Centinaia di giovani si sono riversati sotto il palco ballando e cantando. Di Ciccio ha dato loro “spago” scatenando un tifo da stadio e, tra i più attempati, un po’ di commozione: in molto probabilmente pensavano a quando lì sotto a cantare e saltare c’erano loro.
Infine, più di un'ora a firmare autografi e farsi fotografare con i fan. E alla domanda: che impressione vi ha fatto Viterbo? Hanno risposto: 'Noi conoscevamo bene le Impressioni di settembre. Ma anche quelle di Viterbo non sono niente male''.