ANNO 16 n° 275
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''Un anno al fianco
di cittadini e imprese''
Tracciato il bilancio dell'isituto
di credito radicato sul territorio

VITERBO – La Banca di Viterbo regge l’urto della crisi e lo fa seguendo la mission di un istituto di credito radicato sul territorio. Questa mattina a Viterbo i dirigenti della banca hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i dati salienti del bilancio. Una banca solida e trasparente che, come si legge lettere inviata ai 2400 soci, “finanzia l’economia reale, sostenendo e promuovendo l’imprenditorialità, affiancandosi alle piccole e medie imprese, alle famiglie e ai diversi interlocutori della società civile”.

E’ stato il presidente dell’istituto di credito viterbese l’avvocato Luigi Manganiello che ha illustrato le linee guida del bilancio 2012: ''Siamo in controtendenza rispetto alla crisi – dice -, ma il merito è sia di noi dirigenti che della nostra struttura di banca legata profondamente al territorio in cui opera. Siamo stati vicini e di conforto alle imprese, ai giovani intesi come università e come scuole, alle famiglie strette dalla morsa della crisi. I nostri soci rappresentano la forza e l’anima su cui si basa la banca che agisce con e per il territorio''.

Poi è stato il direttore generale Massimo Caporossi a snocciolare i numeri: quello più confortante riguarda la crescita dell’impiego economico e la qualità del credito. Se a livello nazionale questo indice è negativo, la Banca di Viterbo fa segnare per l’anno 2012 un + 1,05%.

I crediti verso la clientela ammontano a 436,458 milioni di euro: il dato è migliore rispetto a quello di sistema – 1,9%: “E’ il segno che la banca ha fatto la banca – sottolinea Caporossi -. Non abbiamo fatto marcia indietro e abbiamo cercato di sostenere l’economia e l’imprenditoria locale in un momento do forte crisi economica soprattutto delle famiglie e delle piccole e medie imprese per le quali si è preferito valutare la bontà dei progetti. L’imprenditoria viterbese è sana, è fatta di persone che si alzano la mattina presto e che hanno la testa sulle spalle. Ecco perché l’aiuto si è manifestato nella rinegoziazione degli affidamenti in essere”.

L’altro dato positivo di cui parla Caporossi è la raccolta del credito (+4%) seppur influenzata dalla debolezza del reddito disponibile e dalla scarsa occupazione (uno degli indici che fa maggiormente preoccupare l’avvocato Manganiello e lo stesso Caporossi): “La maggiore liquidità – ha argomentato il direttore generale – è il segno della bontà dei prodotti bancari che offriamo ai nostri clienti che hanno un basso profilo di rischio. Abbiamo lavorato bene e ci siamo conquistati la fiducia”. Il tutto si traduce nell’utile anche se in decrescita di 1,2 milioni, ma “è il frutto dei tempi” taglia corto Caporossi, e nella stabilità patrimoniale che consente di fare credito e di avere una prospettiva di autonomia che consente di sostenere l’economia reale.

A concludere i lavori Roberto Migliorati del collegio sindacale: “Il risultato positivo si riscontra anche nel rispetto delle regole. Come collegio sindacale il nostro compito è verificare che le modalità per ottenere i risultati siano conformi a determinati parametri che la banca ha pienamente rispettato. L’utile conseguito permette di dare continuità aziendale e di mettersi al riparo dal default di credito”.




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