


VITERBO - Una Uil sempre più vicina alle persone e presente nei territori. È questo l'obiettivo del progetto nazionale che porterà all'apertura di cento nuove sedi sindacali in Italia. Presentato al recente Congresso nazionale di Padova, il progetto entra ora nella fase operativa attraverso un percorso che coinvolgerà le strutture territoriali, le categorie e i servizi della Uil, con l'obiettivo di rafforzare la presenza dell'organizzazione e rendere più facilmente accessibili le sue attività.
In questo quadro si inserisce anche il lavoro della Uil di Viterbo per individuare una nuova sede sul territorio provinciale, in un'area dove oggi l'organizzazione non è presente. 'Per noi rafforzare la presenza nella Tuscia significa innanzitutto aumentare la capacità di ascolto e di risposta – spiega Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil di Viterbo e dell'Alto Lazio – Stiamo lavorando per individuare un luogo che possa diventare un punto di riferimento per le persone e che ci consenta di rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze del territorio'.
Le sedi territoriali rappresentano infatti molto più che semplici punti di erogazione dei servizi. Sono luoghi di partecipazione e inclusione, nei quali accogliere le istanze dei cittadini, offrire orientamento e accompagnamento e fornire supporto sulle questioni legate al lavoro, alla previdenza e alla vita quotidiana. Rafforzare questa rete significa quindi consolidare il rapporto con le comunità e rendere più accessibile la presenza della Uil.
Il potenziamento della rete territoriale si inserisce, inoltre, in una fase nella quale la Uil sarà impegnata nei prossimi mesi in una mobilitazione sulla tassazione locale. L'obiettivo è riportare l'attenzione sul peso di imposte e tariffe sui redditi di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati e, più in generale, sui bilanci delle famiglie. Anche il territorio viterbese sarà coinvolto nel confronto sulle politiche fiscali degli enti locali e sulle ricadute che queste producono sulla vita delle persone.
'Non a caso – conclude il Segretario Turchetti – da un recente studio Uil, un contribuente con un reddito annuo di 20mila euro versa complessivamente 576 euro tra addizionale regionale e comunale, mentre con un reddito di 40mila euro il prelievo raggiunge i 1.394 euro. La componente regionale incide per 426 euro nella prima fascia e per 1.092 euro nella seconda, a cui si sommano rispettivamente 150 e 302 euro di addizionale comunale. Numeri che collocano Viterbo tra i dieci capoluoghi di provincia più onerosi d'Italia per il peso delle addizionali Irpef: nona nella graduatoria nazionale per i redditi da 20mila euro e ottava per quelli da 40mila euro'.