ANNO 16 n° 274
Ucciso per uno schiaffo,
arrestati tre uomini
tra Bari e Viterbo

VITERBO – Tre persone sono state arrestate tra Viterbo e Bari con l’accusa di aver organizzato e messo in atto il piano per uccidere un 34enne barese, Cosimo Damiano Fraddosio, all’epoca dei fatti 34enne.

La ritorsione per uno schiaffo dato dalla vittima sarebbe all’origine dell’omicidio dell'uomo, avvenuto nel 2009 vicino a una autorimessa nel quartiere San Paolo di Bari. Nell’occasione il padre della vittima, Giuseppe, 56 anni, ritenuto esponente di spicco della criminalità organizzata barese, rimase ferito a una spalla dai proiettili esplosi dai killer.

E’ quanto hanno ricostruito gli inquirenti della squadra mobile della Questura del capoluogo pugliese che ieri, in collaborazione con agenti della mobile della Questura di Viterbo, hanno arrestato tre persone, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale , su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Si tratta di Giuseppe Misceo, di 50 anni, Matteo Minella, di 46 anni, e Giuseppe Amoruso di 30.

In particolare e’ stato accertato che ad ordinare l’omicidio sarebbe stato Giuseppe Misceo, per ritorsione dopo un affronto da parte della vittima, Cosimo Fraddosio, che qualche ora prima dell'omicidio aveva schiaffeggiato per strada, per futili motivi, il genero Michele Minella, fratello di Matteo, arrestato oggi insieme a Misceo.

A colpire a morte il 34enne e ferire suo padre sarebbe stato invece il terzo arrestato, Giuseppe Amoruso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i killer non solo fecero un repentino cambio di abiti, ma soprattutto si lavarono con la calce e l'urina di tre bambini incontrati in un locale dove entrarono per pulirsi. Uno stratagemma adottato per cancellare le tracce della polvere da sparo e alterare l'esito di eventuali stub.

Dopo l'assassinio Amoruso, considerato l'esecutore materiale dell'omicidio, non ebbe soldi, ma un motoscafo come ricompensa.

 




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