ANNO 16 n° 276
Foto precedente
la casa cantoniera in cui viveva la vittima
Ucciso con colpo di pistola alla tempia e gettato nel lago

VITERBO - Con tutta probabilità è di un uomo residente a Viterbo, in via Cassia Sud 12, il cadavere affiorato nel lago di Paola, a Sabaudia, in provincia di Latina, ucciso con un colpo di pistola alla tempia, incaprettato e gettato in acqua con dei pesi da sub assicurati al collo e ai piedi. Nell’appartamento che aveva preso in affitto insieme alla compagna nella cittadina pontina è stata infatti trovata una carta d’identità rilasciata dal comune di Viterbo, intestata a Valerio Quarneti, classe 1944. L’uomo risulta tuttora residente nella casa cantoniera alle porte della città, subito prima degli uffici finanziari, dalla quale era stato però sfrattato per morosità dalla Regione Lazio, proprietaria dell’edificio. Da allora si era trasferito a Sabaudia, ma non aveva mai spostato la residenza.

Il cadavere non è stato ancora ufficialmente riconosciuto. Gli inquirenti attendono di confrontare il suo dna con quello dei figli di Quarneti. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del quotidiano L’Opinione di Viterbo, i prelievi sarebbero stati eseguiti ieri. La risposta sulla compatibilità dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. I magistrati attendono anche gli esiti dell’autopsia per ricostruire esattamente la dinamica dell’omicidio, Ma di fatto i margini d’errore sarebbero pochissimi, anche perché la fotografia sulla carta d’identità lascia poco spazio a dubbi.

Ad intrigare ulteriormente il giallo si è aggiunta la misteriosa scomparsa della sua compagna, Milena Grimaldi, 63 anni, introvabile dal giorno in cui dalle acque del piccolo lago è affiorato il cadavere dell’uomo. Gli investigatori la stanno cercando in tutta Italia, anche perché risulterebbe intestata a suo nome una pistola, regolarmente denunciata. che non è stata trovata nell’appartamento. Sparita anche la sua utilitaria, una Fiat Panda bianca.

Stando ai risultati dei primi accertamenti, Quarneti sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola sparato dall’alto verso il basso, che gli ha trapassato la tempia destra uscendo da quella sinistra. Una traiettoria obliqua, che fa ritenere agli inquirenti che l’uomo fosse in ginocchio e il suo assassino in piedi. Insomma, una vera e propria esecuzione.

Le forze dell’ordine sono risaliti a lui attraverso il tagliando di una lavanderia di Sabaudia ancora spillato sulla camicia che indossava. Il titolare, quando ha visto il capo d’abbigliamento lo ha riconosciuto e ha indicato il nome del proprietario.

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