ANNO 16 n° 274
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Fabio Zampaglione, comandante Squadra Mobile
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Ubriachi devastarono bar perché titolare non servì un drink, tre arresti
Operazione della Squadra Mobile

VITERBO (S.C.)- Stalking, lesioni, minacce e ingiurie: sono questi i reati di cui sono accusati i tre giovani arrestati questa mattina (4 novembre) dalla Squadra Mobile di Viterbo guidata da Fabio Zampaglione. Due viterbesi, Emanuele Gorini di 28 anni, Simone Mencarelli di 25, e un sudamericano, Aldo Xavier Ramos Garay, 30enne residente nel capoluogo, sono i responsabili dell'aggressione avvenuta lo scorso maggio al bar ''Due Righe'' nel quartiere di San Pellegrino a Viterbo.

Era l'inizio di maggio, infatti, quando la titolare del locale e una sua collaboratrice si rifiutarono di vendere alcolici ai tre perché in evidente stato di ebrezza, i ragazzi allora, tornarono alcuni giorni dopo, esattamente il 7 maggio, e al secondo rifiuto della proprietaria di farli bere, sempre perché visibilmente ubriachi, e al successivo invito ad uscire dal locale, si scagliarono verbalmente e fisicamente verso le due donne. I tre giovani iniziarono ad insultarele e minacciarle e le aggredirono lanciandogli contro alcune oggetti che si trovavano nel bar, che gli causarono diverse lesioni.

Non contenti di quanto fatto, la notte fra il 20 e 21 maggio i tre tornarono nel locale e otre a pesanti offese, rivolsero alle due donne anche diverse minacce, fra le quali quelle di incendiare il bar e le loro case. La paura per le due è stata talmente forte che hanno assunto anche una guardia giurata per sorvegliare il locale durante la notte.

Da lì è scattata la denuncia alla polizia, che ha iniziato un'indagine e, attraverso le testimonianze dei clienti e i riconoscimenti fotografici, è riuscita a individuare i tre aggressori.

Il pm Massimiliano Siddi ha poi richiesto la misura cautelare in carcere per i tre, accolta dal gip Franca Marinelli: questa mattina, perciò, il blitz degli agenti della Squadra Mobile che hanno arrestato i tre, portandoli nel carcere di Mammagialla.

I tre ragazzi erano già conosciuti dalle forze dell'ordine per diversi reati, anche legati al mondo della droga.

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